Non sale sul palco, ma Pontida parla di lui Bossi: oggi segnale che devo andarmene

Non sale sul palco, ma Pontida parla di lui
Bossi: oggi segnale che devo andarmene

Per la prima volta sul prato di Pontida, niente palco per Bossi che non ha parlato. Ma è rimasto «dietro le quinte» e ha detto: «Sono arrabbiato». Maroni: «Mi spiace».

Poco prima delle 14 di domenica 17 settembre si è concluso il raduno leghista di Pontida. Il segretario Matteo Salvini ha terminato il suo intervento ringraziando i suoi predecessori, senza citare direttamente Umberto Bossi. «Ho imparato molto da chi è venuto prima di me - ha detto Salvini -. Se siamo qua oggi è perché la Lega ha radici profonde, e ringrazio chi prima di me ha avuto onere e onore di essere segretario di questo meraviglioso movimento». «Dalle Alpi alla Sicilia riprendiamo in mano il nostro paese», ha chiesto il segretario ai militanti, prima di lasciare il palco e concedersi un ultimo bagno di folla.

Umberto Bossi resta comunque al centro dei discorsi, citato fin dalla mattina perchè non inserito nella scaletta del comizio. «Arrabbiato? Abbastanza - ha detto ai giornalisti -. Salvini mi ha detto che non voleva farmi fischiare. Ma è un segnale che devo andarmene via». Così si è limitato a rispondere ai giornalisti mentre lasciava il raduno di Pontida gli hanno chiesto un commento sul fatto che per la prima volta non è stato previsto il suo intervento dal palco.

A commentare la scelta di Salvini è stato in particolare Roberto Maroni: «Mi spiace, perché Pontida è Bossi. La decisione è stata presa dal segretario Matteo Salvini, ma per me Bossi a Pontida ha sempre diritto di parola». Così il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, ex segretario della Lega, ha risposto sull’esclusione del fondatore Umberto Bossi dalla scaletta di Pontida.

«Non mi sono mai aspettato niente da Salvini - ha aggiunto Bossi -. Non mi aspetto niente da uno che tradisce il Nord» ha risposto a chi gli chiedeva come si senta a non aver parlato a Pontida, aggiungendo di ritenere il segretario «un raccontaballe». All’uscita di un ristorante di Pontida, alla domanda se non si senta responsabile per i guai giudiziari della Lega, Bossi ha ribadito: «Mica ho preso soldi, è stato tutto ordito dai servizi italiani». Ma dove andrebbe se fuori dalla Lega? «Ci sono tanti posti», ha detto prima di infilarsi in auto.

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