Pelle indebolita dall’ inverno  Attenzione al «primo» sole

Pelle indebolita dall’ inverno
Attenzione al «primo» sole

Al termine della stagione fredda la nostra cute è «povera» di melanina, pigmento che la protegge.

È scoppiata la voglia di tintarella. C’ è chi non si perde un week end al sole per togliersi di dosso il grigiore dell’ inverno. Chi, invece, prepara l’ abbronzatura agostana con qualche lampada solare. Attenzione però: è proprio in questo periodo che si è più a rischio scottature, uno dei principali fattori di rischio per il melanoma. Ne parliamo con il dottor Antonio De Bitonto, responsabile dell’ Unità Operativa di Dermatologia del Policlinico San Marco e dermatologo di Corpore Sano Smart Clinic, struttura del Gruppo ospedaliero San Donato all’ interno del centro «Le Due Torri» di Stezzano dove, in vista dell’ estate, è possibile sottoporsi alla mappatura dei nevi, esame fondamentale per la diagnosi precoce del melanoma, e ricevere consigli per affrontare l’ abbronzatura nel modo più sicuro possibile a seconda del proprio tipo di pelle.

Dottor De Bitonto, perché la pelle è più vulnerabile nei confronti del sole in questo periodo?
«Dopo i mesi invernali, in cui non è stata esposta al sole, la pelle è carente di melanina, ovvero il pigmento che, respingendo e neutralizzando i raggi ultravioletti, la protegge naturalmente. Inoltre si tende a concentrare le ore di sole nel week-end. Un’ abitudine molto pericolosa. È provato che nel 50% dei casi il melanoma (il tumore più comune della pelle) è legato a scottature dovute, a loro volta, a un’ esposizione intensa e intermittente alla luce del sole».

Può essere utile, per limitare i rischi, «preparare la base» dell’ abbronzatura con lampade o lettini?
In realtà no. I raggi UV delle lampade e dei lettini abbronzanti sono tanto pericolosi quanto quelli del sole. E anche nel caso dell’ abbronzatura artificiale, si tratta di una forma di esposizione intensa e intermittente».

In primavera non si può abbassare la guardia. Quali accorgimenti adottare per una bella abbronzatura bella ma soprattutto «sana»? È sempre necessaria la protezione solare?
Sì, occorre utilizzare sempre creme con fattori protettivi alti, considerato che quanto più è chiara la pelle tanto più è alta la probabilità di andare incontro a danni cutanei seri. Sempre per questo motivo è importante riconoscere il proprio fototipo (che è la risposta individuale alla luce solare esponendo il soggetto per 30 minuti al sole di mezzogiorno in estate) e scegliere protezioni adeguate. Se si ha un Fototipo I o II, bisogna evitare l’ esposizione eccessiva e le conseguenti scottature. Per i Fototipi III e IV (i fototipi V e VI non si scottano quasi, il V, o mai, il VI) vale invece la regola di esporsi gradualmente al sole, così da consentire alla pelle di sviluppare una naturale abbronzatura. Fondamentale è evitare sempre le ore centrali della giornata, quelle nelle quali il sole “picchia” di più, e cioè dalle 11 alle 15. Importantissimo è poi ricordarsi di rinnovare l’ applicazione della protezione solare più volte durante l’ esposizione, soprattutto dopo i bagni. Non dimenticate di prestare attenzione ad alcune zone del corpo soggette a scottature come naso, labbra, collo, décolleté e spalle».

Quali sono i rischi se non si rispettano queste precauzioni?
«Il rischio più importante è il melanoma, tumore cutaneo che nasce dai melanociti (le cellule responsabili della colorazione della pelle che si trovano nello strato più profondo dell’ epidermide), che colpisce ogni anno circa 11mila persone in Italia, con un picco di incidenza tra i 30 e i 40 anni (anche se può comparire in età avanzata). In alcuni casi compare ex novo, in altri può nascere su un nevo che degenera. Per questo è importante tenere sempre controllata la pelle, da soli, e una volta all’ anno (salvo diverse indicazioni da parte del dermatologo) sottoponendosi a una mappatura dei nevi in modo da diagnosticare eventuali anomalie tempestivamente. In alcuni casi, il cambiamento può essere fisiologico: i nevi hanno una loro vita e quindi nascono, crescono, maturano e rimangono stabili per decenni, “invecchiano” e, infine, tendono ad abbassarsi e decolorarsi in tarda età. Se però il cambiamento avviene in modo improvviso oppure compaiono nevi “anomali” è bene non sottovalutare».

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