Protesi d’anca, i vantaggi della tecnica mininvasiva

Protesi d’anca, i vantaggi
della tecnica mininvasiva

Il primo campanello d’allarme, di solito, è il mal di schiena, che compare perché si inizia a camminare male: un fastidio che progressivamente cresce e modifica anche le abitudini quotidiane peggiorando la qualità della vita e l’autonomia nel cammino.

L’organismo inizialmente cerca di adeguarsi, compensando la progressiva limitazione articolare, e movimenti che prima erano normali diventano difficoltosi fino al punto che il dolore e la limitazione divengono insostenibili. Parliamo di soggetti che dovranno essere operati di artroprotesi d’anca. Oggi per questa particolare patologia è possibile intervenire con una tecnica mininvasiva che permette di ottenere una serie di vantaggi importanti per i pazienti. Lo staff del dottor Pier Giorgio Vasina che opera nella casa di cura «I Cedri» di Fara Novarese, acquistata da Habilita alla fine del 2016, è specializzata in questo tipo di operazioni.

«Per chirurgia mininvasiva - spiega Vasina - si intende un insieme di tecniche chirurgiche che, grazie all’ausilio di procedure innovative e strumenti sempre più precisi, permettono un minor trauma chirurgico e quindi un decorso post-operatorio più rapido e meno esposto a complicanze. Senza contare che di solito ci sono importanti vantaggi estetici, con cicatrici più piccole e meno visibili».

Il dottor Vasina spiega inoltre in che modo la chirurgia mininvasiva si applica ai pazienti che necessitano l’inserimento di una protesi dell’anca: «Da una decina d’anni anche la chirurgia protesica dell’anca ha beneficiato di questi progressi, ed è divenuto possibile impiantare artroprotesi di anca senza tagliare nessun muscolo, quindi riducendo pressoché a zero la complicanza delle lussazioni post operatorie che, con le altre tecniche (la postero laterale, la laterale e la laterale diretta) può avvenire statisticamente da un 2 a un 8% dei casi». In termini concreti il paziente riduce notevolmente il periodo di riabilitazione e recupera molto più velocemente la capacità di compiere gesti che aveva quasi dimenticato. Infatti l’intervento, eseguito per via anteriore, grazie alla stabilità articolare data dalla assenza di sezioni muscolari, permette movimenti precoci, l’utilizzo di sedie basse fin da subito, rende superfluo l’uso dell’alza-wc in bagno, e consente un recupero più rapido delle abituali occupazioni. Altro aspetto non secondario è la minore perdita di sangue.

Ma come funziona concretamente questa tecnica? Si definisce Amis (Anterior Minimal Invasive Surgery) e permette di effettuare l’impianto senza sezionare alcun muscolo. La procedura viene eseguita attraverso una piccola incisione e l’assenza di sezioni muscolari permette una stabilità articolare tale che la ripresa funzionale è molto più rapida che con le altre tecniche. La minore perdita ematica poi, permette, se necessario, di compiere l’intervento contemporaneamente su entrambe le anche. I nuovi modelli protesici con stelo corto in leghe di titanio e niobio e superfici di attrito in ceramica-ceramica si sono rivelati particolarmente adatti alla via chirurgica anteriore Amis.

Oggi la tecnica Amis viene utilizzata in oltre 80 reference center in tutto il mondo. Sono già più di 95.000 i pazienti trattati, e il numero dei chirurghi che utilizza questa procedura è in costante aumento. «Io e il mio staff, composto dal dottor Paolo Palumbi e dal dottor Ideal Frakulli, abbiamo operato per questa via oltre 3.000 pazienti – prosegue il dottor Vasina – e i riscontri che abbiamo avuto sono stati eccezionali; fino a 12 anni or sono utilizzavo prevalentemente la via postero laterale e laterale diretta, ma ora le riservo solo a revisioni complesse. Questo tipo di chirurgia ha ampliato anche il ventaglio di coloro che si possono sottoporre all’intervento. Oggi anche pazienti più giovani possono risolvere subito i loro problemi, senza dover fare il conto con cicatrici antiestetiche e lunghi periodi riabilitativi. È infatti possibile eseguire l’incisione chirurgica anche trasversalmente, lungo il prolungamento laterale della piega inguinale, con un risultato estetico ancora migliore (tecnica denominata con incisione Bikini).

Per la invasività ridotta di questa operazione anche persone che hanno superato gli ottant’anni possono essere sottoposte a questo intervento senza tutti questi rischi operatori e post-operatori che in passato li scoraggiavano nell’affrontare il problema dei dolori provocati dall’anca».

Dal 12 settembre scorso, Vasina ha iniziato a visitare anche nel Poliambulatorio Habilita San Marco (per informazioni 035.481.55.15). Una volta al mese mette a disposizione dei pazienti la sua competenza e la sua professionalità per l’ intervento all’anca utilizzando la tecnica mininvasiva, intervento che verrà poi eseguito nella clinica «I Cedri» di Fara Novarese.

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