Terapie contro l’Alzheimer  Due corsi al Patronato di Bergamo

Terapie contro l’Alzheimer
Due corsi al Patronato di Bergamo

Alzheimer e disturbi psichiatriche gravi: due patologie con cui sempre più spesso le famiglie sono chiamate a fare i conti. Patologie affrontate con le opportune terapie farmacologiche alle quali si possono affiancare anche quelle non farmacologiche o con terapie che fanno riferimento a studi di carattere innovativo.

In questa logica si è mossa l’Associazione formazione professionale del Patronato San Vincenzo di Bergamo che ha organizzato due proposte formative per operatori socio sanitari-assistenziali, educatori, psicologi e volontari impegnati con pazienti affetti da questa patologie. Il 29 maggio parte il corso dedicato alla «Terapia della bambola». Questo tipo di cura, che adotta l’uso delle bambole, è chiamata anche «Doll therapy» o «Empathy doll» ed ha origine con il contributo della terapeuta Britt-Marie Egedius-Jakobsson in Svezia, un paese specializzato nella produzione di questi oggetti da gioco o da abbellimento domestico.

La «Doll therapy» consiste nel ricorso all’oggetto bambola, che riveste gradualmente un significato simbolico in grado di aiutare a migliorare il benessere delle persone con problematiche che compaiono generalmente in età avanzata, quali le demenze senili, l’Alzheimer ed alcune patologie psichiatriche gravi caratterizzate da disturbi del comportamento. Durante il corso verrà anche presentata la «Snoezelen room». Sia che vivano a casa o in una Residenza sanitaria assistenziale, le persone affette da queste patologie tendono a sentirsi facilmente sovraccaricate da una serie di interferenze esterne che fanno perdere loro il senso di causa ed effetto.

La «Snoezelen room» invece è un ambiente che aiuta il paziente a sentirsi meno timoroso, meno stressato, più calmo e più rilassato. Venerdì 16 giugno, invece, prenderà il via il corso dedicato alla «Terapia del treno», un approccio curativo che propone un viaggio virtuale in treno. Questo metodo offre all’anziano la possibilità di avere dei ricordi di atmosfere, di situazioni, spesso positive come quelle dell’infanzia o i periodi prima della malattia. Entrambi i percorsi formativi prevedono l’alternanza di parti teoriche con esercitazioni pratiche, simulazioni e visioni di video per permettere l’acquisizione della tecnica. Info: 035.4247228.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti (1) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
luca belotti scrive: 16-05-2017 - 02:11h
Bisogna trovare una cura contro l'Alzheimer dato che è più di un secolo che esiste