«Dal 3 maggio sono state dette e scritte molte cose su mio padre. La nostra è una famiglia normale: siamo sicuri che non voleva fare del male a nessuno». Parla la figlia di Luigi Martinelli, l'uomo che ha fatto irruzione all'Agenzia delle entrate di Romano.
La visita in carcere a Luigi Martinelli - che rimane in via Gleno su decisione del gip - da parte degli onorevoli leghisti Roberto Calderoli e Giacomo Stucchi prima ancora che l'arrestato venisse interrogato dal giudice delle indagini preliminari, ha suscitato più di un malumore.
Luigi Martinelli aveva in casa un vero e proprio arsenale, oltre a due chili di polvere da sparo. È anche per questo motivo che il gip, Giovanni Petillo, ha deciso che l'uomo, colpevole dell'assalto all'Agenzia delle Entrate di Romano, deve restare in carcere.
«Lo conosco benissimo, un gran lavoratore». Parla Pietro Quartini, sindaco di Calcio, il paese dove vive e lavora Luigi Martinelli. Anche il parroco don Stefano Moruzzi è meravigliato: «In paese tutti stupiti dal gesto, nessuno immaginava questo disagio».
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