Gli alberi di castagno al cimitero di Pontida

Gli alberi di castagno
al cimitero di Pontida

Gli alberi di castagno ci sono ancora sopra il cimitero di Pontida. È il cimitero dei miei «vecchi». Sono sepolti papà e mamma, nonni, zii, cugini, parenti vari, per rami di cui s’è perso il conto, da un ceppo familiare da secoli radicato nella valle. I castagni una volta ...

Gli alberi di castagno
al cimitero di Pontida

Gli alberi di castagno ci sono ancora sopra il cimitero di Pontida. È il cimitero dei miei «vecchi». Sono sepolti papà e mamma, nonni, zii, cugini, parenti vari, per rami di cui s’è perso il conto, da un ceppo familiare da secoli radicato nella valle. I castagni una volta erano come una barriera compatta, sopra la quale spuntavano alcuni grossi esemplari. Erano i padri di tutti gli altri lì attorno, centenari, con la grande massa di rami e di foglie che incuteva rispetto. Il giorno dei Morti, se si alzava un po’ di vento le loro foglie arrivavano fin sulle tombe. La nonna diceva che sotto i castagni del Canto i morti duravano più a lungo. E per noi bambini bastava: tutt’al più pensavamo che era proprio da fortunati vivere a Pontida. Nei rari ritorni, dopo la sosta nella piazza davanti alla basilica è consuetudine avviarsi per la strada in leggera salita che va sull’altro versante della valle. Come tutte le strade del paese, un tempo non era asfaltata: un velo di ghiaietto e di polvere copriva il fondo e nei mesi estivi ne usciva imbiancata la fila scura di cipressi che, rustici e solitari, indicavano la via del cimitero.