Fare la pace con un paio di calze?
A Romano ci provano 29 ragazzi - Video

Fare la pace con un paio di calze si può. Lo pensano 29 ragazzi della IV A del Liceo a indirizzo economico-sociale Don Milani di Romano di Lombardia che, grazie al progetto di alternanza scuola-lavoro, hanno ideato e realizzato un nuovo marchio di gambaletti, prodotti a Spirano dal Calzificio Bresciani con tanto di grafica, progetto stilistico, etichetta e spot pubblicitario, ma soprattutto con un messaggio sociale, più che mai attuale: la pace tra i popoli.

Un lavoro iniziato lo scorso anno e concluso con la giornata di venerdì a Firenze, durante il Pitti Uomo: qui la classe ha partecipato alla fiera e ha presentato all’interno dello stand Bresciani, nel padiglione centrale di Fortezza Da Basso, le calze con il loro marchio Shocks. Un nome che è tutto un programma, pensato da una ragazza del gruppo, Giorgia Aceti: un mix tra socks (che vuol dire calze in inglese) e choc: «Abbiamo avviato, grazie alla collaborazione anche di Confindustria, un progetto condiviso con un’azienda del territorio, la Bresciani di Spirano, che ha permesso agli studenti di entrare effettivamente in un comparto come quello manifatturiero, con la capacità di studiare ogni fase del lavoro, imparando anche a comunicare in maniera efficace il proprio pensiero» spiega la dirigente del Don Milani Gloria Albonetti.

A seguire gli studenti il professore di Filosofia Rinaldo Gabrielli e una tutor, la professoressa Stefania Giudicatti, in un intenso anno di incontri ed elaborazioni: «Tutti i ragazzi hanno presentato a Massimiliano Bresciani il proprio singolo progetto, successivamente si è lavorato su un connubio di idee». Partendo in particolare dal tema ideato da una studentessa della classe, Gloria Manini, 18 anni di Mozzanica. Il senso è molto semplice: «make love, not war», frase storica: «Se per camminare si usano due gambe, coperte da due calze, perché non pensare a coppie di calze con bandiere rivisitate nella grafica di paesi tra loro in conflitto? Sono nate calze con le bandiere di Italia e Gran Bretagna, pensando alla Brexit, di Cina e Haiti nel contrasto ricchezza-povertà e di Stati Uniti e Russia per le storiche tensioni tra i due Paesi e perché rappresentano i due mercati più forti dell’azienda Bresciani» continua Giudicatti. Dal punto di vista commerciale i ragazzi hanno pensato a una vendita anche spaiata, affinchè l’ipotetico cliente possa scegliere in autonomia la nazione e creare la propria coppia di calze: «Ho pensato di partire da un messaggio pacifista – spiega Gloria Manini -, per sensibilizzare verso i tanti e diversi conflitti mondiali che viviamo. E il messaggio può passare attraverso la moda».

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Si è quindi lavorato sul piano intellettuale, ma anche economico e strategico, con i ragazzi che hanno progettato il marchio, creato la campagna pubblicitaria, ideato il merchandising. A Spirano il calzificio Bresciani - che realizza calze per i più importanti marchi della moda internazionale - le ha prodotte, in elasten, taglia unica per un target giovane, identificato dai ragazzi stessi: «In tinta unita, il colore scelto è stato il blu con un modello corto: abbiamo così prodotto un campionario che abbiamo portato a Pitti Uomo ovviamente solo in esposizione, ma chissà che il brand dei ragazzi non possa diventare una vera e propria capsule in produzione – spiega Massimiliano Bresciani -. Gli studenti hanno portato idee acute e brillanti e hanno lavorato con impegno: c’è voglia di fare e per il nostro comparto non può che essere un’ottima cosa».

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