Tavernola, blitz di Legambiente sul lago
«Impacchettate anche il cementificio»

Nell’ ultimo giorno di apertura della passerella di Christo i volontari di Legambiente del Basso Sebino hanno voluto chiedere all’artista che sta spopolando sul lago perché non impacchettare uno degli elementi più critici per il lago d’Iseo: il cementificio di Tavernola Bergamasca.

«Impacchettare edifici storici o bellezze naturali per aiutare l’uomo a relazionarsi con ciò che si è abituato a non vedere. E’ uno dei principi attorno a cui ruota l’arte di Christo, artefice di celebri “impacchettature” in ogni angolo del mondo: Roma, New York, Berlino».

Gli attivisti di Legambiente hanno voluto così salutare l’artista bulgaro e segnalare ai migliaia di visitatori, che «illuminati dall’effetto passerella c’è un “mostro bianco” che domina la riva bergamasca che inquina e abbruttisce lo splendido paesaggio lacustre.

Se grazie anche Christo, c’è la convinzione che la passerella debba essere l’occasione per il rilancio e la valorizzazione del territorio: il percorso che non potrà non interessare anche il cementificio, inquinante sotto il profilo ambientale e invasivo sotto il profilo paesaggistico e logistico. Basti pensare che ogni giorno sono circa 200 i Tir che percorrono la suggestiva strada rivierasca colmi di coke o di cemento. L’ambiente sacrificato in questi 15 giorni non potrà ancora esserlo se no si rischia di vanificare l’enorme spesa pubblica sostenuta per l’evento (4 milioni per i servizi e 8 milioni di costi di congestione) e quella privata di 15 milioni».

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