Zogno, nuovo iter appalti da gestire
Così la variante rischia altri ritardi

Forse qualche mese di ritardo sulla tabella di marcia per ora fissata, forse non cambierà nulla. Tutto sta nel capire cosa esattamente prevede il nuovo codice degli appalti che dallo scorso 19 aprile disciplina i contratti pubblici. E cosa deciderà di fare la Regione.

Sul tavolo c’è il completamento della variante in galleria di Zogno, con il cantiere fermo da un anno e 31,5 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per ripartire. Il nuovo codice non consente i cosiddetti appalti integrati, ovvero l’incarico all’impresa sia dei lavori sia della progettazione esecutiva. Cosa che, invece, era prevista nell’iter della variante di Zogno. Tre le possibilità che si aprono alla Regione, a cui la Provincia ha passato la «palla» dopo aver consegnato il progetto definitivo.

«Stiamo verificando nelle norme transitorie se gli appalti integrati saranno possibili ancora per un anno oppure no - spiega Giuliano Capetti, consulente per Regione Lombardia -. Potrebbe, quindi, non cambiare nulla. Se, invece, dovessimo rinunciare all’appalto integrato, “Infrastrutture lombarde” (che ha in carico la variante di Zogno, ndr) dovrà valutare se i suoi uffici sono in grado di realizzare la progettazione esecutiva. In questo caso non si perderà tempo e quello che doveva fare l’impresa lo faremo noi. Altrimenti si dovrà fare un bando per la progettazione esecutiva, a cui si aggiungerà poi quello per i lavori. Quindi due gare d’appalto anziché una che era prevista finora, con il ritardo comunque contenuto in pochi mesi». I tempi, per Zogno, alla fine dovrebbero essere confermati o variare di pochi mesi: lavori dalla primavera 2017 e conclusione nel 2018.

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