Parla l’uomo soccorso sul lago di Endine «Salvato dal ghiaccio, ma ci tornerò»
Il lago di Endine

Parla l’uomo soccorso sul lago di Endine
«Salvato dal ghiaccio, ma ci tornerò»

Quel gran freddo che lunedì gli toglieva il fiato ce l’ha ancora nelle ossa. La paura no. Claudio Baroni, 51 anni di Gaverina, lui nel lago ci tornerà.

Ci è già tornato martedì mattina, a riprendersi le scarpe che aveva lasciato davanti al pontile del bar Miralago, a Spinone, da dove aveva iniziato con i pattini ai piedi la lunga traversata («una traversata che si fa ogni vent’anni») che poteva costargli la vita. «Erano in mezzo al ghiaccio, intrappolati», proprio come lui 30 ora prima, quando – lunedì verso mezzogiorno – ha visto aprirsi il lago sotto di lui, a pochi metri dal promontorio di San Felice, dirimpetto al ristorante Miki che sta sulla sponda di Ranzanico.

Proprio di fronte alla casa di Remigio Zambetti l’alpino che per fortuna c’era e ha allungato la cinghia a Egidio Parmigiani che, con Giovanni Mazzucchelli, Alex e Giovanni Vartic l’hanno caricato sul pedalò, per poi consegnarlo in stato di ipotermia ai soccorritori.

Baroni, come sta?

«Bene, sono tornato a casa già ieri sera (lunedì, ndr), dopo aver ripreso la temperatura. Al Papa Giovanni XXIII mi hanno offerto di rimanere, ma ero già costato caro alla comunità. E alle 19 sono uscito. Devo proprio ringraziare le persone che mi hanno tratto dalle acque e i soccorritori che mi hanno curato».

Ci racconta cosa è successo?

«Ho attraversato per lungo, in modo trasversale, da Spinone fino a Endine dove c’è un immissario che noi chiamiamo la sorgente. Stavo rientrando. Davanti a San Felice dove è successo il disastro ci ero già passato salendo, ma al ritorno, in un punto delicato dove il ghiaccio si è sollevato dall’acqua, ha ceduto. A volte l’acqua ghiaccia formando delle increspature e tante crepe per adattarsi alla curvatura terrestre: sono microaree di un paio di metri. Ma lì le crepe non si sono fatte: si è creata una bolla e mi sono trovato dentro, ho sentito cedere il ghiaccio senza particolari rumori, ho visto l’acqua che si avvicinava. Una scena che mi ricordava il vecchio film “La vita è meravigliosa” di Frank Capra, la scena di quando il ghiaccio si rompe sotto a Harry».

Leggi l’intervista completa su L’Eco di Bergamo in edicola il 11 gennaio 2017

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