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Sabato
14
Settembre

The Others

La seconda mostra per i dieci anni della Galleria Marelia.

EVENTO CONCLUSO

The Others, che si inaugura il 14 settembre e riguarda gli artisti che non appartengono al MADI, le cui espressioni spaziano dall’estetica classica alla sperimentazione.

I lavori per la mostra «The Others»sono stati selezionati senza la volontà di seguire un preciso filo conduttore ma alla fine la scelta si è orientata spontaneamente verso il tema del rapporto uomo / ambiente.

Ludovico Bomben presenta uno scatto fotografico preso da Simona Arnone durante la performance Paesaggio con Ferula eseguita nel 2016 dallo stesso Bomben insieme all’amico Michele Tajariol. L’intervento dei due artisti si è orientato verso la decostruzione fisica di Ferula - una scultura al neon realizzata da Bomben - all’interno di una scenografia paesaggistica notturna pervasa di gesti solenni e ritmi lenti e pacati che rimandano alle antiche raffigurazioni sacre. 

Anche Giovanni Bonaldi si muove nel buio e nell’oscurità: è la notte di San Lorenzo quando decide di dar vita alla magica ampolla dorata dei desideri umani, un prezioso distillatore dei Sogni di mezza estate, come precisamente recita l’etichetta.

I mondi di Carlo Cane sono fantastici e irreali, la rigogliosa vegetazione e i delicati insetti fuori scala del suo immaginario visivo sovrastano le umane architetture sospese in un vuoto cosmico.

Gianluca Chiodi in Fashion Victims riflette con malcelato sarcasmo sulla schiavitù a cui volontariamente si sottopongono gli aestetic plastic surgery addicted decidendo di plasmare il proprio corpo secondo i dettami imposti dai vari GF, dalla starletta di turno, dal cinema di bassa lega con risultati agghiaccianti, nel migliore dei casi grotteschi.

Tra i cementi delle metropoli oppure tra gli alberi, l’uomo si pone alla ricerca di se stesso e del proprio fine. Questo è il pensiero di Gianni Cuomo nella serie Il luogo dove esistere: ritratti essenziali in bianco e nero della sua città d’adozione, Milano, territorio indagato come spazio in cui l’individuo realizza se stesso e la propria dimensione. 

Antonio Del Donno ha scelto la purezza di spirito e di linguaggio per comunicare il suo pensiero che va “intuìto” per mezzo della sensibilità e non “spiegato e capito”, come non si possono “spiegare e capire” il canto degli uccelli, un’alba, un tramonto…

Quattro pezzi di legno rettangolari dipinti di bianco candido e assemblati tra loco formano Shirt di Claudio Destito, a evocare scherzosamente una camicia inamidata e piegata, pronta per essere infilata in valigia, una riflessione ironica sulla metafora della vita come viaggio senza fine.

La magia di flussi vitali, lacrime, sangue, congelata per sempre in un’immagine corrisponde al lavoro di Matteo Emery. Tubicini medicali, garze, membrane in lattice, piume, sono gli accessori di cui sono dotate le fragili e trasparenti micro-sculture in ghiaccio che l’artista crea e consegna all’eternità grazie al mezzo fotografico. 

Luisa Rota Sperti indaga l’ambiente alpino attraverso la pratica del disegno lento, curatissimo, di estrema perfezione con cui racconta le leggende delle “cattedrali” della terra, una sequenza di cime che svettano ai confini del cielo accompagnate dalle vicende degli alpinisti che le hanno sfidate, tra vittorie e tragedie.

Equilibri fragilissimi, come il vetro sottile su cui sono dipinte, le immagini di Ilona Szalay rivelano una visione emotiva e intensa del mondo attraverso seducenti racconti di metamorfosi, eros, sogni e morte.

Elena Tortia propone il video della performance La più bella del reame eseguita a Bergamo sabato 14 maggio 2016 e che ha coinvolto una ventina di donne invitate dall’artista a ritrarre la propria immagine su un foglio mentre si riflettono in un piccolo specchio. Il tema principale della performance è la figura femminile nella sua interezza, con le sue molteplici esperienze, fisicità, attitudini e diverse maturità. L’artista ha voluto creare la possibilità per le partecipanti di dare una soggettiva interpretazione del proprio volto, superando ed eventualmente rompendo con i consueti schemi tradizionali. 

Il mondo fantastico di Arianna Tinulla è popolato di vegetali dal viso innocente e animali dalle lunghe gambe evanescenti. La sua personalissima visione intreccia elementi vegetali e umani in modo indissolubile restituendo l'uomo a livello paritario con ciò che lo circonda. La piramide evolutiva viene smontata e ricostruita secondo una nuova gravità.

La serie Happy family di Angela Viola sintetizza la sua lunga ricerca sul tema della dimensione familiare. La famiglia descritta dall’artista è un luogo che trascende la fisicità. E' terreno emotivo, rete invisibile di sensazioni che tesse le sue trame anche a prescindere dalle singole persone e dai singoli accadimenti. Più che raccontare storie e testimonianze in quanto tali, c’è l’interesse a creare l’idea concreta di un concetto.

Orari: da lunedì a venerdì dalle 15,30 alle 19,30.
Altri giorni e orari su appuntamento.
Ingresso libero.

 

 

 

Contatti

Telefono: 347 8206829
Email: [email protected]
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Organizzatore

Data e Ora

Inizio: sabato 14 settembre 2019 18:30

Fine: venerdì 20 dicembre 2019

Giorni di apertura
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Luogo

Bergamo, Via Torretta 4