FOTOGRAFICA.FESTIVAL DI FOTOGRAFIA BERGAMO

FOTOGRAFICA.FESTIVAL DI FOTOGRAFIA BERGAMO

Seconda edizione «Fotografica. Festival di fotogafia Bergamo»: il tema sarà «L'equilibrio sottile», la terra oggi per un futuro domani.

 

Le mostre, gli incontri, le riflessioni dei maestri di fotografia di prestigio internazionale sul cambiamento climatico e sulle devastanti conseguenze di uno sviluppo in-sostenibile.

È l’«Equilibrio Sottile» di un ambiente incontaminato ed affascinante ma sempre più degradato e molestato dall’azione incurante dell’uomo, il tema scelto per la seconda edizione di «Fotografica. Festival di Fotografia Bergamo», la rassegna biennale promossa a Bergamo dall’ Associazione FOTOGRAFICA e con la consulenza artistica di Denis Curti, in programma dal 26 ottobre all’11 novembre 2018.

Diciassette giorni di mostre fotografiche, incontri e dibattiti nella splendida cornice di Città Alta, presso il Monastero del Carmine, con la partecipazione di maestri entrati nel gotha internazionale della fotografia e di giovani emergenti dalle straordinarie capacità. Vissuti e sguardi diversi accomunati da un unico filone narrativo: la denuncia dei danni irreparabili provocati dal cambiamento climatico, testimoniati da scatti rigorosi, sinceri, a volte persino brutali nella loro efficacia comunicativa. Immagini che, riprendendo gli avvenimenti drammatici dei giorni nostri, dimostrano al tempo stesso la bellezza del pianeta Terra, stimolando una nuova e più risoluta presa di coscienza rispetto al futuro sviluppo. 

A essere esposti saranno i lavori di: Gianni Berengo Gardin, fotografo di fama internazionale, con scatti in bianco e nero che ritraggono il quotidiano passaggio delle navi da crociera nella laguna di Venezia, mostra curata da Alessandra Mauro; Alessandro Grassani, autore di documentari su temi sociali in oltre 30 Paesi e per l’Organizzazione Internazionale per la migrazione, le cui foto accenderanno i riflettori sulle migrazioni climatiche. 

Ancora: Andrea Frazzetta, reporter con incarichi in oltre 50 Paesi al mondo, esporrà scatti dedicati a laghi dai colori psichedelici, vulcani attivi, distese di sale, ritraendo la terra in continua evoluzione come fosse paradiso e inferno al tempo stesso, un luogo ancestrale dov’è ancora possibile osservare fenomeni che hanno dato origine al mondo; Fabio Cuttica, fotografo dell’Agenzia Contrasto che, in collaborazione con CESVI, si soffermerà sull’Amazzonia con il reportage realizzato tra miniere d’oro illegali, distruzione ambientale e lavoro appassionato di chi cerca di difendere il territorio; Luca Locatelli, multimedia visual story-teller, vincitore del Word Press Photo 2018 per la categoria Environment, affronterà invece il volto oscuro del progresso tecnologico che tuttavia appare inevitabile; per questa ragione diventano fondamentali pianificazione ed impegno nel suo utilizzo; Fausto Podavini, fotogiornalista freelance, presenterà fotografie che ritraggono i devastanti sconvolgimenti causati dalla costruzione di una diga in Etiopia, un indagine iniziata nel 2011 per raccontare gli effetti di come investimenti imponenti mettono a rischio un equilibrio tra uomo e natura consolidato in centinaia di anni, modificando irreparabilmente aspetti socio-antropologici e socio economici.

Infine, l’overview fotografica dedicata all’Artico e firmata da tre maestri della fotografia di reportage, Ragnar Axelsson, Garsten Egevang e Paolo Solari Bozzi e curata da Denis Curti: 120 immagini, in bianco e nero, per indagare come Groenlandia, Siberia, Alaska e Islanda gestiscono quotidianamente un ambiente ostile, ricordando l’importanza del difendere uno degli ultimi ambienti naturali non ancora sfruttati dall’uomo. Inoltre, la rassegna ospiterà la proiezione del film “My life in a click” dedicata a uno dei più grandi fotografi contemporanei, Gianni Berengo, raccontato dalla sua fedele compagna con la regia di Max Losito, che ha seguito il maestro per otto anni.

Uno sguardo a 360 gradi, dunque, sulla fragile e potente bellezza della natura per aprire una riflessione sul rapporto sempre più spesso squilibrato tra uomo e ambiente, in cerca di una nuova pacificazione fatta di rispetto, tutela e sostenibilità.