FUMITAKA KUDO

FUMITAKA KUDO

Shinkai. Abissi, a cura di Chiara Gatti

 

Ci sono gli abissi del mare e ci sono gli abissi dell'anima. Ma ci sono anche gli abissi della pietra. Fumitaka Kudo li conosce bene. Conosce le cavità segrete della materia, la camera d'aria nascosta nel cuore dei suoi marmi neri del Belgio, nei blocchi algidi di Carrara, nell'ardesia affilata in scaglie.

Le origini della sua cultura orientale gli hanno insegnato che il vuoto è denso di significato, che la leggerezza esiste anche negli antri dei macigni. Per questo Fumitaka scava, con istinto geologico, a caccia di forme affilate o liquide, bulbi di esistenza custoditi nell'oscurità. Scava e leviga fino a raggiungere l'essenziale, il nocciolo primigenio ricoperto nei secoli da strati di sedimenti che ne hanno imprigionato il respiro.

La scultura di Fumitaka è un atto di redenzione della forma dalle costrizioni della gravità. Sagome di spade o lance, scheletri di cetacei o profili di nuotatori, figure sottili, ombre giacomettiane di un universo sommerso; riemergono tutti grazie al gesto lento, a un sapere quasi artigianale, che libera, deterge, assottiglia il superfluo.

Quel che resta del mondo è un torsolo di vita che palpita nel buio e che Fumitaka insegue anche nelle sue grandi carte e incisioni: mappe, sentieri biologici, ritratti di creature, allegorie dello spirito, manifestazione fisica dell'anima di un individuo sotto fattezze animali. Sono spiriti guida, “daimon” che incarnano gli angoli della nostra coscienza. 

L'artista giapponese Fumitaka Kudo (Niigata, 1981), torna ad esporre in una mostra personale al San Fedele, sette anni dopo aver partecipato allo storico Premio Artivisive nell'edizione “Il segreto dello sguardo” del 2010.

 

Mostra visitabile fino al 27 gennaio 2018. Martedì/sabato 16 – 19, al mattino su appuntamento. Chiuso i festivi e dal 23 dicembre 2017 al 1 gennaio 2018 compresi.