IL PANE AGLI ALTRI. A TAVOLA CON L'ANTROPOLOGO

IL PANE AGLI ALTRI. A TAVOLA CON L'ANTROPOLOGO

Nell’ambito di Astino Incontri, conferenza dell’antropologo Leopoldo Ivan Bargna, professore associato di Antropologia estetica e di Antropologia dei media all’Università di Milano Bicocca e di Antropologica all’Università Bocconi.

 

Il tema trae spunto dalla ricorrente presenza del pane, come cibo eucaristico ma anche come il fondamentale nutrimento di tutta la tradizione alimentare mediterranea, all’interno dei dipinti che ornano la chiesa e il monastero di Astino. Il pane della carità, il pane del digiuno, il pane sempre presente sulla tavola dei monaci è spunto per un’analisi antropologica a più ampio raggio che indaga il significato del mangiare, dei gusti e dei ‘disgusti’ nelle varie culture (non solo in quella occidentale), perché mangiando non solo ci nutriamo ma diamo anche risposte sul senso che ciascuno riconosce al proprio vivere.

L’incontro si concluderà con un workshop-dimostrazione sul pane con pasta madre e grani tradizionali a cura di Simone Conti e Marisol Malatesta di Tilde Forno Artigiano, che illustreranno l’importanza della lievitazione naturale e del recupero di grani tradizionali autoctoni con relativa degustazione.

La Fondazione MIA di Bergamo presenta il prossimo appuntamento del ciclo Astino Incontri, dedicato ai significati antropologici che possono attribuirsi all’atto di mangiare, prendendo in esame in particolare gli alimenti essenziali di ciascuna cultura, il ‘pane degli altri’.

L’alimentazione non consente solo di mantenersi in vita: è una delle modalità attraverso cui acquisiamo e partecipiamo di una certa forma di umanità. Da questo punto di vista il cibo non è mai qualcosa di dato e trovato, di “naturale” e immediatamente disponibile: è piuttosto un artefatto simbolico che si costruisce lavorando (o predando), cucinando e mangiando. Il fatto che qualcosa possa diventare cibo, è il risultato di una serie di scelte culturali che selezionano, prelevano e trasformano certi esseri e non altri per farne una pietanza: alla vita degli uni si lega la morte degli altri. La nostra dispensa è la risposta alla domanda: “Che cosa può candidarsi a diventare carne della nostra carne?”.

Gusti e disgusti non sono allora una questione di preferenze individuali e private: tracciano frontiere, includono ed escludono, discriminano e gerarchizzano, opponendo buono e cattivo gusto, cucina e gastronomia. Non si tratta di una faccenda da gourmet ma della distinzione fra il proprio e l’estraneo, fra l’amico e il nemico, fra chi vorremmo alla nostra tavola e chi no. Se così stanno le cose, la diversità culturale delle cucine non può essere pensata senza guardare anche alle disuguaglianze sociali che limitano l’accesso al cibo, a un cibo che sia, non solo nutriente, ma anche culturalmente significativo, che abbia cioè il sapore di un mondo.

Sulla base di queste premesse, rifacendosi alle proprie ricerche in Africa, l’antropologo Ivan Bargna discuterà, di quello che è “il pane degli altri”, qualcosa che può essere anche molto diverso da quel che siamo abituati a chiamare e a vedere come “pane”: andare a tavola con l’antropologo può riservare qualche sorpresa…

L’incontro è anche l’occasione per riscoprire il procedimento, i valori nutrizionali e la bontà del pane con pasta madre e grani tradizionali, che saranno oggetto del workshop-dimostrazione in chiusura della conferenza. Simone Conti e Marisol Malatesta di Tilde Forno Artigiano di Castel Cerreto (Bergamo) illustreranno con passione e competenza questa antica preparazione, non tralasciando di far assaggiare le loro prelibatezze.

Ivan Bargna è professore associato di Antropologia estetica e di Antropologia dei media, presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Antropologiche ed Etnologiche all’Università di Milano Bicocca e direttore di AMA/Corso di Perfezionamento in Antropologia Museale e dell'Arte. E’ inoltre docente di Antropologia culturale all’Università Bocconi. E’ membro del comitato scientifico di BEST4food – Bicocca Center for Science and Technology for Food. Svolge le sue ricerche etnografiche nei Grassfields camerunesi, di cui studia le produzioni artistiche, la cultura visuale e alimentare. Ha lavorato con artisti contemporanei intorno al cibo in contesti di marginalità sociale. E’ autore di numerose pubblicazioni fra cui Arte africana e Africa.

Il ciclo d’incontri, è ideato e curato da Alessandra Civai, storica dell’arte, ed è promosso da Fondazione MIA con la collaborazione di Bù Cheese.