LA GIORNATA DELLA MEMORIA

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Il Teatro Serassi ospita una serata di musica e racconti in occasione della «Giornata della Memoria».

 

Lucilla Giagnoni, attrice e Vincenzo Rampolla, narratore, accompagnati da un’orchestra  e da un coro con ruolo di protagonista, propongono testi originali, composti a partire dalle testimonianze dirette raccolte da sopravvissuti ai campi di sterminio in diversi Stati europei (Polonia, Francia, Italia, Germania e Slovenia).

Il Prologo, intervento di apertura, invita lo spettatore a riflettere sulla figura dell’ebreo e per mezzo del narratore a costruire la figura dell’ebreo che ha deciso di rivivere oggi, virtualmente, l’esperienza di prigioniero in un campo di sterminio. Attraverso le dichiarazioni raccolte dalle persone internate e sopravvissute o dai loro familiari, il narratore si identifica con i diversi personaggi delle loro storie reali. Dalle letture create attorno ad esse fa sua, come unica storia, il mosaico dei diversi momenti di quelle esperienze. Egli percorre le tappe precedenti all’internamento del protagonista nel campo di Buchenwald, da quando è prelevato nel sonno dalla Gestapo nella sua casa di Opicina in Slovenia, al suo trasferimento nel ghetto di Lodz in Polonia e infine ad Auschwitz. In ogni quadro assume diverse identità, ognuna corrispondente al personaggio realmente vissuto e protagonista virtuale nella lettura. Ripercorre la marcia della morte, l’uccisione di un Kapò e la liberazione da parte degli alleati. Dopo il rientro in patria rivive ancora l’episodio della sua follia, disegnata in Memoria, l’ultimo dramma. Nella Rampa della morte, infine, espone i tragici momenti della discesa dal treno dei prigionieri, fino all’inserimento nei forni crematori, attraverso il passaggio nella camera a gas e la spoliazione dei cadaveri.

Il narratore condivide il racconto con un’attrice professionista che propone esperienze parallele a quelle dell’uomo e vissute direttamente da una donna italiana sopravvissuta ad Auschwitz e tuttora vivente (Liliana Segre): il carcere a Milano, il viaggio a Auschwitz, la marcia della morte e il rientro dopo due anni nella casa di Milano. 

Tra i diversi episodi presentati non vi è discontinuità. In ognuno si rinnovano i ritmi e le musiche in un crescendo fino all’ultimo quadro, la Ninna nanna,  ispirata a una poesia di Y.Amichai, massimo poeta israeliano.

 

Locandina