LA RIFORMA NEI LIBRI DELLA MAI

LA RIFORMA NEI LIBRI DELLA MAI

Fino al 14 luglio la Biblioteca Civica Angelo Mai presenta «La Riforma Protestante nei libri e nei documenti della Biblioteca Civica A. Mai».

 

Per la Riforma protestante, che si fondò sul libro della Bibbia come assoluta regola di fede, e che si giovò della stampa a caratteri mobili nella diffusione delle nuove dottrine, il libro e la lettura individuale assunsero notevole importanza. Nell’anno delle Celebrazioni per il Quinto Centenario della Riforma, la Biblioteca Civica ha allestito questa mostra per illustrare, per quanto glielo consentono le sue ricche collezioni, ciò che il libro ha rappresentato per il Protestantesimo.

Alcune edizioni di cultura protestante qui esposte sono di assoluta rarità non solo per l’Italia ma anche per l’area riformata Tra queste edizioni, quelle di due autori bergamaschi esuli per fede nel Cinquecento: del teologo Girolamo Zanchi, che fu celebre professore di teologia all’Università di Heidelberg, e del medico Guglielmo Grataroli, decano della Facoltà di medicina di Basilea e autore di fortunati opuscoli di divulgazione medica. La Biblioteca conserva inoltre una notevole raccolta di edizioni bibliche del XVI secolo. Alcune testimoniano l’impressionante lavoro filologico e linguistico compiuto da biblisti di cultura riformata con la pubblicazione dei testi originali ebraico e greco Non mancano edizioni della Bibbia tradotta nelle lingue parlate. Qui esposta è la famosa Bibbia in italiano di Antonio Brucioli, Venezia 1532, tra i libri più letti dagli italiani che furono inquisiti per eresia.

La Chiesa di Roma reagì al dilagare di opere di tendenza riformata con la pubblicazione di Indici di libri proibiti, di contenuto non solo religioso ma anche letterario e scientifico. Nonostante questo preventivo controllo della stampa, i libri comunque circolarono e furono letti in Italia e anche a Bergamo, se pure in misura assai limitata. Alcuni di questi libri sono in seguito finiti in Biblioteca. Una selezione è esposta in mostra con l’utile indicazione, quando espressa, degli antichi possessori. La mostra ha quindi anche la finalità di testimoniare un interessante fatto di cultura: il permanere, pure in momenti di divieti e di censure, della caparbia volontà e della passione per la cultura di lettori curiosi, esigenti, liberi.

lunedì – venerdì: 8.45 – 17.30 | sabato: 8.45 – 13.00