MICHELANGELO PISTOLETTO

MICHELANGELO PISTOLETTO

«Michelangelo Pistoletto. Immagini in più, oggetti in meno, un paradiso ancora» in mostra temporanea alla Gamec per la stagione autunno-inverno 2016/2017.

 

A cura di Giacinto Di Pietrantonio GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita la mostra "Michelangelo Pistoletto: Immagini in più, Oggetti in meno, un paradiso ancora" (Biella, 1933), uno degli artisti italiani più rappresentativi a livello internazionale.

Il percorso espositivo si sviluppa in cinque sale e si compone di una cinquantina di opere tra le più importanti della sua produzione, che comprendono – come suggerisce il titolo – i famosi Quadri Specchianti e il gruppo di opere denominate Oggetti in meno, posti in costante dialogo e confronto, e un progetto speciale dedicato all’opera Terzo Paradiso, che l’artista ha concepito e sviluppato negli ultimi anni.

I Quadri Specchianti costituiscono il fondamento dell’opera di Pistoletto, che realizza a partire dal 1962, contribuendo a cambiare la percezione della pittura, vista sino a quel momento come un quadro da osservare e contemplare. Le grandi lastre di acciaio lucidato a specchio su cui sono applicate serigrafie di persone, animali, e oggetti d’uso quotidiano, si “attivano” grazie a chi le osserva: entrando nel loro campo di riflessione, infatti, la presenza dello spettatore aggiunge nuove immagini al lavoro dell’artista, rendendola un’opera “partecipata”, che acquista senso attraverso l’interazione. Inoltre, la collocazione delle opere direttamente a contatto con il pavimento fa sì che esse aprano un varco attraverso il quale l'ambiente in cui sono esposte si prolunga nello spazio virtuale dell'opera, mettendo in relazione arte e vita.

In mostra sono presenti pezzi storici della sua produzione, tra cui Figura umana (1962), Cappio (1973), Tigre (in gabbia) (1974) e lavori più recenti, come Solidarity (2007), Lavori in corso (2008) e Persone in coda (2015). Sono opere che hanno anticipato la frammentazione e la fluidità della società contemporanea, in cui la nostra identità è in continua ridefinizione. I Quadri Specchianti sono messi in relazione, lungo il percorso, con la serie Oggetti in meno, considerata tra le più importanti e decisive per la cultura visiva contemporanea: oggetti scultorei creati a metà degli anni Sessanta che traggono ispirazione da campi diversi quali l'artigianato, l'architettura, il design e la cultura popolare; reinterpretazioni di oggetti di uso quotidiano, “nature morte” a scala ambientale, che rappresentano un’azione discorsiva critica in risposta alla società dei consumi e in modo particolare alla Pop Art.

Tra questi, Quadro da pranzo e Lampada a mercurio (1965), Semisfere decorative (1965-66), Mappamondo (1966-68), in cui ritroviamo – così come in tutta l’opera di Pistoletto – improvvisazione e un interesse continuo per le differenze e le peculiarità di ciascun oggetto. Sono lavori creati attraverso un processo legato alla spontaneità e alla contingenza, che infrangono il dogma per cui ogni opera di un artista deve essere stilisticamente riconoscibile, come un marchio commerciale standardizzato. Negli Oggetti in meno, infatti, ripetizione e omogeneità sono volutamente contestate, mettendo così in luce i contrasti tra le singole opere.

Come afferma lo stesso artista: “I lavori che faccio non vogliono essere delle costruzioni o fabbricazioni di nuove idee, come non vogliono essere oggetti che mi rappresentino, da imporre o per impormi agli altri, ma sono oggetti attraverso i quali io mi libero di qualcosa – non sono costruzioni ma liberazioni – io non li considero oggetti in più, ma oggetti in meno, nel senso che portano con sé un’esperienza percettiva definitivamente esternata.”

Completa il percorso espositivo un progetto dedicato all’opera Terzo Paradiso – che Pistoletto ha ideato nel 2003 e sviluppato negli ultimi anni –, che ha come simbolo una riconfigurazione del segno matematico dell'infinito, formato da una linea che, intersecandosi due volte, disegna tre cerchi allineati. I due cerchi opposti significano natura e artificio, mentre quello centrale è la congiunzione dei due e rappresenta il grembo generativo di una nuova umanità.

Clicca qui per vedere la gif animata della mostra.  

 

Orari d’apertura:

Lunedì-domenica: ore 10-19 / giovedì: ore 10 -22 / martedì chiuso

La biglietteria chiude un’ora prima.

Biglietto d’ingresso (valido per tutte le mostre in corso)

Intero 6 euro / Ridotto 4 euro  / Scuole gratuito

Biglietto famiglia 1+1: 7,50 euro / Biglietto famiglia 2+1: 12 euro / Biglietto famiglia 2+2: 15 euro