MITI & ARCHETIPI

MITI & ARCHETIPI

Ad Agosto ArteStudio Morandi presenta le opere di Mario Verdiani.

 

Dall’11 al 24 agosto ArteStudio Morandi di Ponte Nossa presenta una personale dedicata all’artista milanese Mario Verdiani. L’artista, che oggi vive e lavora a Sanremo, ha cancellato, nelle sue opere, i limiti ed il folklorismo del cavalletto, fonde pittura e scultura, abbattendo il muro eretto in modo assolutamente arbitrario tra queste due forme espressive. "I miei lavori non sono e non vogliono essere rassicuranti. Non vogliono dare l’errata impressione di un mondo pacioso. Parto con schizzi  preliminari poi procedo con l’automatismo del gesto: vado alla deriva, solo alla fine si vedrà ciò che l’inconscio ha elaborato dell’idea iniziale.” 

Nato a Bornago (Mi)) nel 1946 (gemelli) ha frequentato a suo tempo la scuola Steineriana a Milano situata allora all’interno dei giardini della Guastalla. Trasferitosi al seguito della famiglia a Sanremo continua, sulla scia degli insegnamenti ricevuti, a disegnare usando pastelli e tempere. Partecipa a numerosi concorsi ed esposizioni, preferendo di gran lunga queste ultime.

Ad Ospedaletti è tra i fondatori di «Incontro 7» (l’unico gruppo od associazione  a cui aderirà). Pur lavorando presso lo studio d’arte Klipper, specializzato in dipinti a soggetto nautico, continua la sua ricerca cromatica e strutturale.  La base è il reticolo, la gabbia che ci impedisce di essere ciò che si vorrebbe essere. 

Segue una parentesi in giro per il Mediterraneo. Poi rileva uno studio in Bussana Vecchia dove crea «microsculture da indossare», in bronzo, utilizzando il metodo di fusione a cera persa. Dopo circa otto anni trasferisce lo studio prima a Perinaldo poi a Bordighera dove risiede per una ventina d’anni. Nel frattempo continua ad esporre. I suoi lavori continuano ad evolversi: dal piatto utilizzo del colore va verso la matericità arrivando al completo rilievo strutturale. 

Cancella i limiti ed il folklorismo del cavalletto, fonde pittura e scultura, abbattendo il muro eretto in modo assolutamente arbitrario tra queste due forme espressive. Dopo un’esposizione al Circolo degli Artisti di Albissola Marina è  morso dal demone della ceramica, dedicandosi principalmente a quest’arte.
Vive e lavora a Sanremo.

"I miei lavori non sono e non vogliono essere rassicuranti. Non vogliono dare l’errata impressione di un mondo pacioso,  bonaccione e bambolotto: infrangono, di conseguenza, le regole del quieto vivere. Parto con schizzi  preliminari poi procedo con l’automatismo del gesto: vado alla deriva, solo alla fine si vedrà ciò che l’inconscio ha elaborato dell’idea iniziale.
Posso essere ironico, tragico, come sarcasticamente ludico,  talvolta onirico.
Poiché la ceramica permette di fondere la pittura con  la scultura essa rende capaci di estrarre fisicamente dalla materia il senso e l’essenza dell’arte rappresentante l’evanescenza interiore." (Mario Verdiani)

 

Locandina