MOBY DICK

MOBY DICK

Presso lo spazio espositivo Viarena5 di Atelier Sirio ecco «Moby Dick», l'opera dell'artista cremonese Michele Mascarini.

 

Michele sa piegare i diversi materiali utilizzati di volta in volta alla sua volontà, alla sua idea, a quello che ha, ben preciso, nella sua mente. Con la fabbrilità, l’attenzione, la coscienza e il rispetto dei vari elementi di cui si avvale sapendo assecondare la loro natura; che è sì il portato della sua personale formazione a diretto contatto con i materiali, dei quali conosce ogni segreto, e dei lunghi anni di lavoro sempre accompagnati da una naturale propensione – alla Mister Wolf – per risolvere problemi.

Michele è una spugna, vede e assorbe tutto: non dimentica. Ma allo stesso tempo non copia: anima le sue opere di un respiro che è solo suo, di sensazioni che solo lui sa cogliere nell’atmosfera e infondere nell’opera.

Quella che si chiama, in una parola, sensibilità. Ogni sua composizione, da quelle più minuscole a quelle di dimensioni decisamente fuori scala, trasuda sensibilità e sentimento, oltre che di una sua peculiare monumentalità di intenti: in questo sa essere maestro, nel trasformare ogni materia – anche la più ostica e la meno duttile – in forme sensibili, accostanti, con una vena di tenerezza sottilissima, per chi la sa cogliere, e spesso si incrina verso la commozione.

Sta qui, poi, la genialità, a mio avviso: nel saper indirizzare lo spettatore verso una propria soggettiva lettura dell’opera, senza avere la presunzione di suggerire un indirizzo obbligato da seguire, una verità, unica, incontrovertibile e immutabile. (Marco Tanzi)