Moltefedi: sotto l'arco dell'alleanza

Moltefedi: sotto l'arco dell'alleanza

 La prima grande opera, la prima impresa, che ci narra la Genesi è una grande arca di salvezza e di alleanza, costruita da un «uomo giusto» (6,9). Affondano nella giustizia di Noè le radici della dignità e del valore civile ed etico di ogni tecnica, di ogni economia e di ogni costruzione umana. La storia di Noè, il cui nome significa ‘riposo’, è tra le storie più belle, popolari e lunghe del libro della Genesi (ben sei capitoli: dal 5 al 10). La sua figura appare quando l’umanità, ormai fuori dall’Eden, si era allontanata dalla vocazione originaria dell’Adam, e i figli di Caino e di Lamek avevano prevalso su quelli di Set. Dio «vide che la malvagità dell’uomo era grande sulla terra e che ogni progetto concepito nel suo cuore non era rivolto ad altro che al male» (6,5). Così «si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo» (6,6). Dio manda quindi il diluvio (6,17). Così nell’arca dell’Alleanza Noè riceve l’ordine di far entrare solo una coppia di ogni specie di animali, di uccelli, di rettili, oltre se stesso, sua moglie, i tre figli e le loro mogli. In un contesto di corruzione, l’ultima parola non è della morte: il centro della scena lo occupa un giusto, l’unico giusto rimasto sulla terra (7,1). Ed è con questo giusto che Dio stipula un patto, l’Alleanza (6,18), una parola che con Noè entra nel mondo e non ne uscirà più