PIAZZA DEL CARMINE A FIRENZE DI OTTONE ROSAI

PIAZZA DEL CARMINE A FIRENZE DI OTTONE ROSAI

In programma l'esposizione della «Piazza del Carmine a Firenze» di Ottone Rosai.

 

Continua il progetto «Art Up 2018» di Ubi Banca che nel mese di Dicembre vedrà l'esposizione di un'opera dell'artista fiorentino Ottone Rosai, «Piazza del Carmine a Firenze».
Benché questo angolo della città di Firenze - il popolare quartiere di San Frediano - sia noto per i celebri affreschi di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi nella vicina chiesa di Santa Maria del Carmine (Cappella Brancacci, 1424-26), Rosai seleziona uno scorcio privo di ogni monumentalità, inquadrando un banale episodio di vita quotidiana interpretato da due anonimi carrettieri. Immobili nella luce del pomeriggio, i due popolani sostano silenziosi accanto a un biroccio. Sullo sfondo, oltre il muro, si intravedono delle case, un cipresso, una striscia di cielo. La ricercata semplicità delle forme e la nitida scansione dei volumi trovano ispirazione nella pittura murale del Tre e Quattrocento italiano. La pennellata costruttiva e le tonalità della tavolozza rimandano invece alla lezione di Cézanne. Presentato dal pittore alla IV edizione del Premio Bergamo (1942) il dipinto venne acquisito in tale occasione dalla Banca per la propria collezione. 

Ottone Rosai (Firenze, 1845 – Ivrea, 1957), esordisce nella cerchia dei futuristi attratto dal carattere rivoluzionario del loro linguaggio espressivo. Dopo la guerra subisce il fascino del “ritorno all’ordine” che caratterizza il clima culturale europeo degli anni Venti e Trenta. Il suo stile, in linea con i programmi estetici di «Valori Plastici» e del gruppo di Novecento, si caratterizza per una personalissima narra¬zione di gusto primitivista e neo-medievale, che attinge alla tradizione toscana del Tre e Quattrocento (Giotto, i Lorenzetti, Masaccio), ma anche alla pittura post-impressionista, in particolare a Cézanne. I suoi scorci urbani e i suoi paesaggi abitati da personaggi umili e silenziosi sono l’antitesi delle immagini piene di retorica e di vacua magniloquenza proprie della figurazione di matrice fascista. Nel 1942 ottiene la cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze; dieci anni dopo una vasta antologica della sua opera è allestita alla Biennale di Venezia. 

Gli orari di visita corrispondono a quelli di apertura della Sede Bergamo dal lunedì al venerdì: 8:20/13:20 – 14:40/16:10