SULLE TRACCE DI PAN

SULLE TRACCE DI PAN

Le fotografie di Davide Pagliarini al centro della mostra «Sulle tracce di Pan».

 

Dove dimora oggi il sacro? Quali sono i paesaggi in cui è possibile farne esperienza? La mostra Sulle tracce di Pan si interroga su una delle domande fondamentali che accompagnano l’esistenza umana. Nel farlo, si serve di fotografie. Fotografie del nostro presente, che scrivono paesaggi a volte frequentati e vissuti, altre alterati o abbandonati, altre ancora non collocabili entro un tempo e una cronologia determinate. Quello che osserviamo nelle fotografie sono in prima istanza ecosistemi della specie più varia: ambienti al loro climax, habitat estremi, paesaggi ruderali e in trasformazione.

Quello che non vi riconosciamo immediatamente sono le dimore di Pan, il dio-capro della natura, selvatico e irrequieto, riscoperto dai romantici del XIX secolo e circondato da un mito che continua ad esserci familiare. La volontà di vivere di Pan muove dal desiderio di afferrare e consacrare la natura nella sua totalità, persino quella natura esangue e a brandelli che attraversiamo ogni giorno nella nostra esistenza di abitanti metropolitani. Sono allora gli ambienti residuali più inattesi a offrire oggi una dimora al vagabondo Pan. Nel mondo contemporaneo, dove la laicizzazione ha prosciugato i luoghi dalla loro dimensione sacrale diffusa, queste fotografie dichiarano coraggiosamente che il sacro abita ovunque, tanto in luoghi incorrotti, sospesi nel silenzio di un’immagine mitica e leggendaria, quanto negletti e marginali, contaminati dall’inarrestabile rumore di fondo della civilizzazione

Mostra a cura di Michela Bassanelli