Si accende il Natale in centro a Bergamo Dieci chilometri di luci e il grande albero
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Infanzia e diritti
Troppe ombre

di Alberto Bobbio
Infanzia e diritti Troppe ombre

Molto è migliorato, almeno nei numeri globali. Ma, si sa, è nelle pieghe che si nasconde il diavolo. Così se a trent’anni dalla Convenzione dell’Onu sui diritti dell’infanzia il tasso di mortalità globale sotto i 5 anni è diminuito del 60 per cento e il numero di quelli che non vanno a scuola si è ridotto di dieci punti, restano in diverse aree del mondo condizioni molto critiche la cui responsabilità è tuttavia universale. Al primo posto c’è l’inquinamento e il problema dell’acqua potabile. E qui i passi in avanti sono pochissimi per cui si stima che un bambino su quattro tra vent’anni si ammalerà perché non avrà l’acqua pulita. Poi le guerre, ben più diffuse di quello che si crede.

Manovra rimandata
all’esame europeo

di Andrea Ferrari
Manovra rimandata all’esame europeo

Quella della Commissione europea non è una promozione ma non è neanche una bocciatura. L’Italia e la sua manovra economica 2020 sono state piuttosto rimandate a primavera, a maggio, quando Bruxelles darà un giudizio definitivo sulle leggi di Bilancio non solo nostra ma anche di altri Paesi sotto osservazione come la Francia, il Belgio, la Spagna, tutti quelli insomma con alti debiti pubblici. Non si ripeterà dunque il braccio di ferro che tormentò la vita del governo giallo-verde, quello che aveva cominciato spavaldamente sbandierando un deficit oltremisura (2,4%) e dopo tante roboanti dichiarazioni di guerra agli «eurocrati», dovette ripiegare disciplinatamente verso limiti accettabili da Palais Berlaymont (2,04%).

«Con il ristorante
Clusü in Polonia
i sapori baradelli»

di Michela Gaiti
«Con il ristorante Clusü in Polonia i sapori baradelli»

Lontano da casa da tanto tempo, ma l’amore per il paese natio non l’ha certo dimenticato il clusonese Dario Todeschini. Da luglio 2019 è infatti il titolare di «Clusü», un ristorante italiano sito nella cittadina polacca di Częstochowa, dove risiede dal 1991. «Prima facevo l’artigiano – racconta il 64enne –, nel settore del mosaico, e la voglia di partire è sempre stata un po’ innata nella mia personalità. Ho lavorato anche in Sierra Leone, in Africa, prima della guerra civile, sempre spinto dalla voglia di conoscere luoghi e popoli diversi. Nei primi anni Novanta sono partito per la Polonia, ma mai mi sarei aspettato di passare qui parte della mia vita. Inizialmente avevo solo pensato di accompagnare un amico che da qualche anno aveva già investito in Polonia. Non sono un grande amante del freddo, i nove gradi sotto lo zero di Clusone potevano essere sufficienti, rispetto ai -25/30 che si registrano qui, durante la stagione invernale. Ma la crisi del tessile in Italia e il nuovo “El Dorado” dell’Est Europa mi convinsero a restare».