Vaccini, Mantovani: «Basta fake news, non c’è alcuna alterazione genetica»

Vaccini, Mantovani: «Basta fake news, non c’è alcuna alterazione genetica»

Perché il vaccino ci costringe a continui richiami e nemmeno chi lo produce è sicuro dei suoi effetti? Forse non è meglio attendere studi più approfonditi? Somministrare il vaccino all’intera popolazione permette di ottenere un vantaggio presente, ma quali i rischi per il futuro? Risponde Alberto Mantovani, direttore scientifico Istituto Humanitas.
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Vaccini urgenti
agli stati poveri

di Andrea Valesini
Vaccini urgenti agli stati poveri

La grande mobilità umana è un tratto distintivo della nostra epoca, frenato dalla pandemia ma non fermato, come non poteva essere. La temibile variante Omicron - per la numerosità delle variazioni del genoma virale, ben 32, e per la rapidità di diffusione - è stata portata in Italia da un manager casertano dell’Eni, di ritorno da un viaggio di lavoro in Mozambico. Ancora una volta questo fatto ripropone un’urgenza: diffondere le vaccinazioni nei Paesi poveri, per una questione di giustizia innanzitutto ma anche di convenienza per l’Occidente.

Il dolore
dei migranti
Solo il Papa
s’indigna

di Alberto Bobbio
Il dolore dei migranti Solo il Papa s’indigna

Fa quello che nessuno ormai fa più. Riassume, ricapitola e denuncia con il dolore negli occhi. Papa Francesco non intende affatto dimenticare. Ma è l’unico che insiste. Per gli altri i migranti e il loro dramma è tornato ad essere invisibile, dopo le fiammate di cronaca dei giorni scorsi lungo le foreste polacche, sulla riva della Manica, nel Mediterraneo dove si continua a morire affogati e dove le navi delle ong faticano, come sempre, a trovare un porto sicuro, costrette per lunghi giorni a ballare sul mare con un carico di sofferenti e spesso di cadaveri chiusi nei sacchi arancioni.

Il colpo era nell’aria. Ora a testa altissima
con Venezia e Napoli

di Andrea Benigni
Il colpo era nell’aria. Ora a testa altissima  con Venezia e Napoli

Era nell’aria la vittoria dell’Atalanta a Torino. Senza scomodare la legge dei grandi numeri né l’irriducibile fiducia dei nostri amici concorrenti della gara dei bar che in tanti vedono sempre i nerazzurri svettare, il sentore, forte, te lo dava più di un’evidenza: la classifica, la crescita – anche fisica e mentale – della squadra e la solidità e la forza del suo gioco a fronte di una Juve allo sbando, già quattro punti sotto e ora a -7, una Juve inaffidabile che non appena dà l’illusione di risollevarsi ricade in una crisi che parte da lontano e della quale non si intravede la fine.