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Adesso è Renzi
che rischia grosso

di Andrea Ferrari
Adesso è Renzi che rischia grosso

Matteo Renzi ha provato a buttar giù dalla torre Giuseppe Conte ma non c’è riuscito: per poco, ma il governo è ancora in piedi. Ieri sera il Senato, al termine di una seduta lunghissima, con un dibattito per molti aspetti modesto se non miserabile, ha concesso la fiducia all’esecutivo che però non ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti (pari a 161, ma non era richiesta formalmente) fermandosi a quota 156, un po’ più di quanto si temeva nel pomeriggio e un po’ meno delle speranze di palazzo Chigi. Dunque Conte resta in sella ma è indebolito, molto indebolito, e chissà quanto resisterà. Peraltro non si capisce per quale ragione Renzi, che ieri ha tenuto un discorso durissimo contro l’inefficienza del governo e del suo presidente, alla fine si sia risolto a far astenere i suoi 17 senatori, sottraendo così al «fronte del no» un pugno di voti che forse avrebbe segnato la vittoria delle opposizioni.

Il Recovery per cogliere
opportunità dalla crisi

di Francesco Anfossi
Il Recovery per cogliere opportunità dalla crisi

I dati sul numero di iscrizioni al registro delle imprese nel 2020 offerti dalla Camera di Commercio di Bergamo – con 477 aziende in meno - non sono certo brillanti e dicono tutta la fatica e le difficoltà di questi mesi. Ma non sono nemmeno catastrofici. Dietro le cifre si possono cogliere due tendenze che interagiscono tra di loro. La prima, strutturale e a lungo termine, che dura da anni, da almeno un decennio, e corrisponde alla crisi mondiale innescata nel 2008, quella crisi che ha prima infiammato i mercati e poi compromesso le aziende e il commercio, che ci trasciniamo come una febbre cronica. La seconda invece risente della pandemia e ovviamente riguarda i settori più colpiti dalle chiusure forzate: la ristorazione, le attività di intrattenimento, i bar, le pasticcerie, le palestre, le piscine, moltissimi negozi, le agenzie di noleggio e di viaggi.Ci sono anche notizie positive, la tenuta delle costruzioni e della manifattura, il core business di questa regione, e la sostanziale tenuta degli altri comparti. Ci sono anche buone notizie del settore dei servizi, in particolare del supporto alle imprese, nella logistica, nelle attività finanziarie e assicurative, nella sanità e nell’assistenza sociale.

«Quell’annuncio
sul giornale
e la partenza
per Singapore»

di Andrea Taietti
«Quell’annuncio   sul giornale  e la partenza per Singapore»

Roberto Albreschi, 53 anni, oggi è Business development manager per il noto brand italiano di pasta «De Cecco» nell’area Asia Pacific (dall’India a Tahiti). Da 25 anni ormai Singapore è diventata la sua casa. Ne ha fatta di strada quello studente dell’Ipsia C. Pesenti, originario di Ponte San Pietro, che aveva da sempre il sogno di viaggiare.«Appena terminate le superiori mi sono reso conto, lavorando per alcune aziende vicino a casa, che il settore meccanico, scelto nel mio percorso di studi, in realtà non faceva per me – ricorda Albreschi –. È nato in me il desiderio di visitare Paesi stranieri. Un’idea rafforzatasi poi sempre più negli anni viaggiando in Europa e in Asia per vacanza o per perfezionare l’inglese».