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«Torneranno
di corsa sui banchi»

«Torneranno di corsa sui banchi  Saranno più grandi»

Questo spazio è dedicato ai lettori che ci scrivono per condividere i loro sentimenti, i progetti in questo momento di isolamento forzato per combattere il coronavirus. Scrivete al nostro indirizzo email: ecodellavita@ecodibergamo.it oppure attraverso la pagina Facebook de L’Eco di Bergamo.

Un piano credibile
prima di fare altro debito

di Mario Comana
Serve un piano credibile prima di fare altro debito Così troveremo consensi

Prestereste i vostri soldi a un’azienda che ha debiti pari a 1,3 volte il fatturato e chiede nuovi fondi non per investimenti ma per le uscite ordinarie? Se non li prestereste, forse non sareste nemmeno disposti a farvi garanti di quel debito. Questo richiedente fondi è l’Italia nel pieno dell’emergenza Covid-19. Ecco perché non condivido l’entusiasmo che colgo fra i governanti e i cittadini comuni verso nuove incursioni rischiose nelle praterie del debito pubblico, né la censura verso la ritrosia di tedeschi e olandesi a condividere con noi questa avventura. Anche se Mario Draghi, con la sua innegabile autorevolezza, ha sostenuto questa strada.

il virus investe
i Paesi poveri

Se il virus investe gli Stati poveri

La rivista scientifica «The Lancet» ha lanciato l’allarme: la prossima ondata di coronavirus si abbatterà su Africa e America Latina, continenti nei quali il sistema sanitario è molto fragile, con poche decine o centinaia di ventilatori polmonari e molti ospedali privi delle terapie di base, come l’ossigeno. I più colpiti, in luoghi dove le disparità economiche sono smaccate, saranno gli strati più poveri della popolazione. In Italia si era temuto che la pandemia sarebbe stata portata dagli africani che arrivano sulle nostre coste – dove peraltro vige un rigido sistema di controlli della salute – e invece il paziente zero in Africa è un italiano sbarcato il 28 febbraio scorso a Lagos, in Nigeria.

«In Bolivia per dare futuro
ai ragazzi usciti dal carcere»

di Monica Armeli
«In Bolivia per dare futuro ai ragazzi usciti dal carcere»

Il suo impegno per una giustizia riparativa, per la reintegrazione sociale dei giovani detenuti: Eleonora Trapletti, 29 anni di San Paolo d’Argon, dalla scorsa primavera lavora come assistente sociale in Bolivia, a Viacha, città con oltre 50 mila abitanti a pochi chilometri dalla capitale La Paz. Eleonora fa parte della grande famiglia di Cvcs, il Centro volontari cooperazione allo sviluppo, che porta avanti progetti di solidarietà in tutto il mondo.