Covid, a Bergamo +242 nuovi contagi Lombardia +4.533 casi e +147 decessi
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Le carceri affollate
Coronavirus altra prova

di Andrea Valesini
Coronavirus in carcere Nel sovraffollamento un’altra dura prova

Secondo magistrati di vaglia e politici, le carceri non avrebbero rappresentato luoghi di trasmissione del Covid, essendo chiuse all’esterno. Previsione superficiale e quindi sbagliata: gli istituti di pena sono infatti frequentati da persone non residenti, come agenti, educatori, volontari, parenti dei detenuti in visita e personale amministrativo. Così ad oggi sono duemila i positivi, equamente ripartiti tra detenuti (anche chi è in isolamento al regime 41 bis) e operatori, nei quasi 200 istituti italiani. La percentuale dei contagiati è dell’1,67, mentre fuori è dell’1,31. Tra i positivi anche due bambini di pochi anni: sì, perché nei nostri penitenziari ci sono pure 33 piccoli, figli di detenute. Gli istituti di pena non sono nemmeno i luoghi idonei per trascorrere una convalescenza complessa.

L’ora più buia
della povertà

di Francesco Anfossi
L’ora più buia per milioni di poveri nel mondo

Per i poveri dei Paesi più poveri del Pianeta, ovvero quei 57 Paesi del mondo in cui il reddito è meno di due dollari al giorno (in alcuni Paesi dell’Africa subsahariana è di un dollaro e otto centesimi) è «l’ora più buia», il momento più tragico della storia di un popolo. Chi è convinto che il progresso e lo sviluppo umano siano processi inarrestabili - come lo sono stati nelle precedenti quattro decadi con milioni di persone uscite dalle fasce dell’indigenza, come in India e in Cina – dovrà ricredersi dopo aver letto il Global Humanitarian Outlook delle Nazioni Unite redatto da uno storico ed economista britannico che coordina l’Agenzia di aiuti Onu, sir Mark Lowcock.

«A Bruxelles promuovo lo sport
nelle scuole, rete di 21 nazioni»

di Gigi Di Cio
«A Bruxelles promuovo lo sport  nelle scuole, rete di 21 nazioni»

Le radici in Bergamasca, gli studi in Scozia. Il volontariato in Bielorussia, l’Erasmus in Estonia, il lavoro e la residenza a Bruxelles. Una fidanzata ucraina. Andrea dice: «Ho sempre cercato di fare esperienze un po’ particolari e diverse dai soliti standard»: come non credergli? Andrea Castagna, classe 1992, è cresciuto a Caravaggio, nella stessa via di Riccardo Montolivo, talento atalantino che partendo da quella strada raggiunse la serie A e la Nazionale.