Conte si dimette martedì Prima il Cdm, poi al Quirinale
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Mattarella contrario
al piccolo cabotaggio

di Stefano Sepe
Mattarella contrario al piccolo cabotaggio

La risicata soluzione parlamentare allo spettro della crisi di governo ha aperto scenari di palpabile incertezza. In siffatte circostanze, la figura del presidente della Repubblica acquista piena centralità. Benjamin Constant, riferendosi al sovrano in quanto capo dello Stato nelle monarchie costituzionali, lo definiva «potere neutro». Espressione che può essere utilizzata - al netto delle differenze storiche e istituzionali - anche per il presidente della Repubblica italiana il quale, poiché, a norma della Costituzione, «rappresenta l’unità nazionale», è l’elemento di equilibrio tra il potere legislativo e quello esecutivo. Il Capo dello Stato è parte necessaria del circuito delle decisioni politiche, ma il suo ruolo gli impone di essere sempre al di sopra delle parti.

Le due vie del governo
Il tracciato è fissato

di Roberto Chiarini
Le due vie del governo Il tracciato è fissato

Riuscire a stare in piedi non significa che si riesca a camminare. Così è per Conte. Tutto dipende da quel che riuscirà a combinare nei prossimi tre/quattro giorni: il tempo concessogli – si dice – da Mattarella e, comunque, il tempo ragionevole a sua disposizione per non far incancrenire la situazione. L’esito dell’operazione, volta a consolidare la maggioranza raccogliticcia di oggi in un’organizzazione strutturata, è incerto, ma il tracciato è fissato. Preclusasi la strada di una riconciliazione con Renzi, se non vuole salire sulle montagne russe deve appunto allargare, e consolidare la maggioranza. Ma come?

La squadra più bella
del reame oggi è l’Atalanta

di Andrea Benigni
La squadra più bella  del reame oggi è l’Atalanta

Dieci e lode è il voto di Sky all’Atalanta, per voce di Giancarlo Marocchi. Superiore al dieci dato al Milan al giro di boa del campionato. Esagerato? I voti contengono sempre una quota oggettiva e una soggettiva. Se guardi la classifica, è più logico invertire le valutazioni tra nerazzurri e rossoneri.

«Fuerteventura
e un call center
con vista oceano»

di Gigi Di Cio
«Fuerteventura e un call center con vista oceano»

Tutta la vita davanti. Paolo Virzì ci fece un film, raccontando in salsa agrodolce le dinamiche ossessive dei call center e delle loro atmosfere precarie. Alessandra, invece, ne ha tratto il senso della sua nuova esistenza, avviata due anni fa al volante di un camper: destinazione Fuerteventura, isola delle Canarie, dove oggi la 32enne di Piana di Mapello vive, lavora, si bagna i piedi nell’oceano.