Covid, Greco: «Effetti collaterali sui bimbi,  ma per loro il vaccino non esiste»
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Draghi, mosse chiave
su nomine e fondi

di Andrea Ferrari
Draghi, mosse chiave su nomine e fondi

Un, due e tre. Prima la nomina di Franco Gabrielli alla Sicurezza nazionale. Poi la sostituzione dello scolorito Angelo Borrelli con Fabrizio Curcio alla Protezione civile. Infine la defenestrazione del contiano supercommissario Mimmo Arcuri e la nomina di un generale di Corpo d’armata, Francesco Paolo Figliuolo, al suo posto. E così la strategia vaccinale di Draghi ha posto le pedine sulla scacchiera disfacendo in poche mosse tutto ciò che aveva messo in piedi Giuseppe Conte tra molte difficoltà, certo, ma anche contraddizioni e inefficienze. Abolite le «Primule», adesso saranno l’Esercito (Figliuolo era il responsabile delle iniziative delle Forze armate nella lotta al Covid) e la Protezione civile ad occuparsi dei vaccini cercando di allestire più centri possibile usando i grandi spazi disponibili, dai palazzetti dello sport ai piazzali delle caserme fino a blasonate architetture come la Nuvola di Fuksas e l’auditorium di Renzo Piano a Roma.

Il pubblico servizio
che merita rispetto

di Stefano Sepe
Il pubblico servizio che merita rispetto

L’uccisione, in un agguato dai contorni non troppo nitidi, dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci ha scosso il nostro Paese. Due vite spezzate, probabilmente anche a causa dell’inadeguata valutazione dei pericoli che essi (insieme all’autista del loro veicolo) correvano. Sull’accaduto saranno gli investigatori e la magistratura a fornire risposte. La vicenda che ha visto coinvolti i nostri connazionali rappresenta un caso esemplare. Nel duplice significato della parola. Di poter essere portato ad esempio (positivo, ovviamente) dei compiti di un pubblico impiegato; di essere solamente uno dei tanti esempi del comportamento di buona parte dei dipendenti dello Stato. Intanto l’Italia piange due servitori dello Stato che hanno pagato con la vita il loro attaccamento ai doveri che si erano assunti entrando a far parte dell’amministrazione dello Stato. Doveri che sono incisi a chiare lettere nell’articolo 54 della Costituzione, il quale prescrive l’obbligo per essi di adempiere «con disciplina ed onore» alle funzioni loro affidate. Ed è proprio con onore che un altissimo funzionario della carriera diplomatica e un «semplice» agente dei Carabinieri hanno adempiuto al loro dovere con sprezzo per i rischi connessi.

Bergamo, mola mia
Così è nato il video
che ha fatto
il giro del mondo

di Andrea Taietti
Bergamo, mola mia Così è nato il video che ha fatto il giro del mondo

Docente all’Università di Las Vegas. «Ho raccolto le voci dei bergamaschi oltre confine per far sentire la vicinanza alla nostra città ferita». È passato un anno da quando il Covid-19 è arrivato e ha travolto la bergamasca come uno tsunami. Quello che è successo nei mesi successivi lo abbiamo ancora tutti ben impresso nella mente, negli occhi e nel cuore. Nessun bergamasco potrà mai dimenticare ciò che abbiamo vissuto. Nemmeno quelli che vivono all’estero e che il dramma lo hanno vissuto da lontano, con un senso di impotenza e paura forse ancora più amplificato proprio per la lontananza da casa e dalla famiglia. Sono stati mesi terribili, che avranno conseguenze sulle persone a lungo nei prossimi anni.