Amore e lavoro: la scuola d’italiano di Raffaella nella Grande Mela

Amore e lavoro: la scuola d’italiano
di Raffaella nella Grande Mela

Da San Giovanni Bianco a New York: «I primi passi distribuendo volantini per lezioni private.Ora ho una scuola tutta mia in cui unisco cucina e parole». Ha sempre avuto la passione per il viaggio, ma quando a 17 anni i suoi genitori l’hanno mandata a New York per un mese, in una famiglia americana che le permettesse di migliorare il suo inglese, Raffaella Galliani era molto contrariata. Il ricordo di quelle settimane, ora, la fa sorridere parecchio, soprattutto se pensa alle peripezie per poi restare nella Grande Mela che l’ha completamente ammaliata. Anzi l’ha fatta proprio innamorare tanto che ora a New York ci vive con suo marito che ha conosciuto proprio lì, e ci lavora, titolare niente meno che di una scuola di italiano.

Ha sempre avuto la passione per il viaggio, ma quando a 17 anni i suoi genitori l’hanno mandata a New York per un mese, in una famiglia americana che le permettesse di migliorare il suo inglese, Raffaella Galliani era molto contrariata. Il ricordo di quelle settimane, ora, la fa sorridere parecchio, soprattutto se pensa alle peripezie per poi restare nella Grande Mela che l’ha completamente ammaliata. Anzi l’ha fatta proprio innamorare tanto che ora a New York ci vive con suo marito che ha conosciuto proprio lì, e ci lavora, titolare niente meno che di una scuola di italiano.

Raffaella è un vortice di spontaneità, una donna piena di energia e, proprio come New York, non si ferma mai. Sempre attiva e piena di idee. Una che non si fa abbattere facilmente e che trova sempre nuovi stimoli e nuovi traguardi da raggiungere. Nata a San Giovanni Bianco 35 anni fa, ha vissuto fino a sei anni a Endenna per poi trasferirsi a Sedrina: mamma casalinga, papà pendolare Bergamo-Milano, dopo il Belotti e un diploma in corrispondente in lingue estere, Raffaella non ci ha pensato due volte e si è subito iscritta a Lingue in Città Alta. «Amavo alla follia viaggiare, ricordo ancora il primo volo con Ryanair per Parigi, da mia zia: l’arrivo della compagnia low cost a Orio al Serio è stato il mio sbocco verso il mondo» racconta mentre cammina per le vie di New York e la sua voce squillante ha il sottofondo del traffico della city, continuo e vivace. «E pensare che non ci volevo venire, qui in America: poi sono arrivata e tutto era così grande, dinamico, così attivo e pieno di vita. Dopo pochi mesi sono tornata e ritornata ancora».

Raffaella inizia a visitare la city una volta all’anno: «D’estate, per un mese: sentivo che c’era affinità, con la sua vitalità. Qui si potevano realizzare i propri sogni. Non pensavo di trasferirmi definitivamente, ma amavo il senso di libertà che mi trasmetteva». I progetti di Raffaella erano quelli di vivere a Milano o a Roma, ma nel 2006 un incontro newyorkese le cambia la vita: «Quell’anno ero ritornata per il mio compleanno e avevo affittato una casa con una ragazza messicana, nel Queens: ci eravamo incontrate attraverso un annuncio sul giornale e siamo diventate amiche, tanto da condividere delle belle serate insieme». Insieme non potevano che festeggiare i 23 anni di Raffaella, in un loft sulla Broadway dove la bergamasca conosce gli amici dell’inquilina: «Tra loro c’era anche un ragazzo colombiano, Carlos, che ha iniziato a comparire sempre più spesso a casa nostra, con inviti disparati: da tornei di ping pong a casa sua a una festa di Halloween in cui mi si è presentato vestito da Zorro...».

Carlos è un tipo tenace e non molla la presa: «E io mi sono innamorata, ma dovevo tornare in Italia. Lui continuava a invitarmi a uscire e dopo una passeggiata a Central Park condita da una cena romantica, mi sono sciolta e sono ripartita per Bergamo con la promessa che sarei tornata il prima possibile». E così è stato, con un solo esame che mancava per laurearsi in Lingue, i genitori non proprio felicissimi, e un visto da turista da trasformare in qualcosa di più stabile: «Ho iniziato a mandare curriculum, ma senza Green Card nessuno mi assumeva. Sono finita casualmente in una scuola di italiano per fare un colloquio, ma la titolare aveva solo bisogno di qualcuno che facesse volantinaggio – racconta –. Ho iniziato a distribuire pieghevoli con un gran magone, ma un giorno un’insegnante si ammala e mi ritrovo davanti a una classe di americani che volevano imparare l’italiano. Mi si è aperto un mondo: dai flyer pubblicitari al passato remoto!» ride Raffaella che riscuote un gran successo tra gli studenti e viene assunta per un anno e mezzo dall’istituto scolastico: «Intanto finisco anche l’università e inizio a specializzarmi nell’insegnamento».

Ma il tempo passa e il visto scade: «A tutti sarebbe venuto in mente il matrimonio, ma avevo capito che sarebbe stata una forzatura e che non eravamo pronti – spiega –. Sono tornata in Italia, con la consapevolezza che per tre anni non sarei più potuta rientrare negli Stati Uniti». Un colpo di scena vero e proprio: Raffaella inizia a lavorare a Milano e conclude la Specialistica in Linguistica e Traduzioni alla Sapienza di Roma, ma Carlos non demorde e continua a scriverle: «Era disperato e continuava a telefonarmi. Io nel frattempo vinco una borsa di studio a Roma e nel 2011 penso di trasferirmi direttamente nella capitale, ma prima parto per New York per l’addio definitivo». Che, come in uno dei più classici film d’amore, è tutt’altro, con Raffaella ancora più innamorata di prima: «Di Carlos e di New York – sorride –. Ritorno alla scuola d’italiano con un nuovo visto di tre anni rinnovabile e nel 2015 mi sposo». Con il bel colombiano ovviamente e, l’anno successivo arriva anche la scuola d’italiano di Raffaella: «Nel 2016 avvio la mia attività, l’istituto si chiama “Speakitaly NYC” e attualmente ha tre insegnanti e una novantina di alunni». Di tutte le età, con lezioni private e di gruppo: «Ci sono i figli di genitori italiani, americani con avi del Bel Paese e chi per lavoro ha interesse a imparare la nostra lingua, principalmente persone legate al mondo dell’arte e della moda» spiega Raffaella che, oltre alla sua attività, è anche traduttrice per il ministero degli Esteri italiano: «Il lavoro è tantissimo, ma io ne vado pazza e sono felicissima. E poi c’è tutta la vita newyorkese da vivere: mi muovo in bicicletta e nel mio tempo libero, oltre a stare con Carlos e i nostri amici, organizzo lezioni di cucina per adulti e bambini, nel quartiere dove vivo, l’East Village, ma anche per i figli dei miei alunni, e amici di amici. Basta un annuncio su Fb e la lezione parte tra pizza e ravioli».

Perché Raffaella è un fiume in piena: «Non sto mai ferma, i miei amici mi dicono che ho la gioia di vivere addosso». E un po’ di malinconia? «Bergamo e l’Italia sono sempre con me, durante ogni mia lezione. Racconto ai miei studenti della mia città, cosa devono visitare e cosa devono fare quando saranno a Bergamo: ne mando ogni anno qualcuno». Ed ecco l’elenco di Raffaella: «Un cappuccino in Città Alta, una serata al Circolino, una passeggiata immersa nella bellezza della mia valle, tra storia e natura. E poi ascoltare il silenzio che è magia».

Raffaella poi pensa alle amiche di sempre, ai genitori: «Mi mancano, mi mancano i volti e le chiacchierate interminabili che su Skype non bastano mai, ma New York ora è la mia casa, la mia forza. Quando torno nell’East Village, dopo una giornata di lavoro, e guardo le luci della città sento la sua energia: capisco che qui puoi arrivare ovunque, che hai una chance ed è proprio quella che hai sempre voluto».

Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della comunità bergamasca onlus. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: bergamosenzaconfini@ecodibergamo.it.

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