Da 500 giorni in viaggio Ma Natale a Bergamo

Da 500 giorni in viaggio
Ma Natale a Bergamo

Miki è una mamma dal sorriso contagioso e i capelli lunghi, quasi sempre raccolti in foulard coloratissimi o cappelli stravaganti. Di bergamasco doc ha il cognome, Savoldelli, e quel ricordo indelebile degli anni passati su e giù per Città Alta, a guardare la vita scorrere fuori dalla finestra del Sarpi. È in viaggio da più di 500 giorni, ma non un viaggio qualunque. Lei va a spasso con Julien, il compagno di vita parigino con i baffi ma senza «r» moscia, e i loro bambini: Teo, un tenerone biondo di tre anni e mezzo, e Lia, due anni di dolcezza e di danze allo specchio. Insieme sono la famiglia Miljian e dalla camera del loro appartamento fiorentino con la mappa del mondo appesa sopra la testa ne hanno fatta di strada.

Dal 5 settembre 2017 la loro casa è il mondo, letteralmente e coraggiosamente. Vendere casa, riporre tutto in un garage affittato e partire con un paio di valigie colme di sogni più che di oggetti è una scelta di vita più che un viaggio. «Potremmo sembrare dei folli romantici, aggettivi che certo non ci dispiacciono, ma alla base della nostra pazzia ci sono certezze che siamo riusciti a costruire nel tempo con impegno e passione – racconta Miki dal venticinquesimo piano di un edificio con vista su New Delhi –. Julien e io siamo imprenditori freelance: io scrivo, lui fotografa e insieme ai nostri bambini raccontiamo avventure. Lo abbiamo sempre fatto, solo adesso un po’ più in grande».

Dopo essersi trasferiti a Firenze, con Teo piccino e Lia in cantiere, la coppia decide di aprire un blog, likemiljian.com: un «diario amatoriale» per tenere aggiornati i nonni lontani e per raccontare gioie e dubbi di una normale famiglia «moderna» alle prese con la quotidianità.

«In realtà in breve tempo tutto è diventato molto più grande di quello che ci aspettavamo: tantissime persone hanno iniziato a seguirci e ad appassionarsi alle nostre storie, tanto che il blog è diventato una delle principali fonti di reddito della nostra famiglia – rivela Miki –. È seguito un anno e mezzo intenso alla ricerca di collaborazioni e sponsorizzazioni che ci permettessero di fare il passo che sognavamo, rendendo il nostro desiderio di lasciare tutto e partire qualcosa di concreto e davvero potente per noi come famiglia». E ci sono riusciti davvero. I Miljian, accompagnati da oltre 90 mila followers su Instagram e quasi 20 mila su Facebook, sono arrivati alla terza tappa del loro viaggio attorno al mondo. Dopo Emirati Arabi, Indonesia, Malesia, Singapore, Thailandia, Vietnam, Hong Kong, Europa, Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti, Messico e Cuba ora stanno portando le loro maglie a righe coloratissime in Sri Lanka, India e Nepal.

«L’impressione di vivere una nuova vita continuamente, cambiando posti, case e abitudini, dà energia. Soprattutto perché tutto questo viene fatto insieme ai nostri bambini, i protagonisti indiscussi di ogni singolo passo che facciamo su questa terra – dice emozionata la bergamasca –. Loro non sono un ostacolo, anzi arricchiscono questa esperienza di vita di sfumature incredibili, perché vedono il bello ovunque. È faticoso, non lo nascondo, ma inspiegabilmente magico. Non siamo milionari, non abbiamo baby sitter al seguito, nessun aiuto al di fuori di noi. Coordinare famiglia, viaggio e lavoro è un’impresa epica quotidiana, ma lo facciamo per il nostro sogno grande e per regalare qualcosa di indimenticabile a Teo e Lia. Questo dà ogni giorno la forza di scrivere la notte, nel primo bar nascosto con connessione wi-fi o in un angolino illuminato in bagno per non disturbare. E poi svegliarci sempre insieme, darci il bacio della buonanotte ogni sera e in posti sempre diversi, vederli crescere nel mondo e con il mondo per noi è impagabile».

Alla domanda «qual è il ricordo più bello di quest’anno abbondante di viaggio» Miki non risponde subito, troppi ricordi e troppe emozioni. «La vista che abbiamo ogni giorno dalla finestra delle nostre stanze penso racchiuda il senso di tutto. Di episodi da raccontare ce ne sarebbero tantissimi, a partire dal primo decollo con biglietto sola andata in quel 5 settembre 2017, quando con i bimbi seduti sulle gambe ci siamo guardati e ci siamo detti “Wow, l’abbiamo fatto davvero”. Sicuramente ci ha toccato l’esperienza fortissima vissuta nelle ultime settimane in Sri Lanka, tra i visi accoglienti delle persone che ci hanno ospitato e l’immenso dono ricevuto dai sorrisi che abbiamo incrociato». Proprio in Sri Lanka, nel piccolo villaggio di Pattipola, immerso nelle piantagioni di tè, i Miljian hanno donato alla scuola e ai suoi 235 studenti materiale utile per proseguire le attività. La loro raccolta fondi condotta online tramite «Take me Back» è stata un successo ed è riuscita a intercettare il desiderio di fare qualcosa di buono dalla distanza in tempi record.

«I bambini sono la soluzione, sempre. Ascoltare le loro storie di vita e quelle delle loro maestre ci ha aperto il cuore, per questo non abbiamo potuto far altro che aiutarli come potevamo – dice emozionata Miki –. Consegnare le buste piene di materiale scolastico a ognuno di loro è stato qualcosa di veramente commovente».

«Tra un anno non so dove saremo, sicuramente in viaggio e speriamo sempre più numerosi. Ci godiamo ogni istante perché sappiamo che non potrà durare in eterno – rivela mamma Miki –. Ci siamo dati come data massima d’avventura l’inizio della scuola elementare di Teo, quindi tempo ancora ne abbiamo. Non smetteremo mai di viaggiare, ma puntiamo ad avere un nostro spazio, una nostra casa, prima o poi. Io sono bergamasca, Julien è parigino, ci siamo conosciuti a Firenze ed è lì che abbiamo deciso di lasciare tutto e partire. Parigi però è la città in cui torniamo alla fine di ogni tappa per programmare la successiva. Bergamo offre sicuramente una delle ricchezze e dei regali più grandi ai miei bambini: i loro nonni, che non vedono l’ora di riabbracciare a Natale».

Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della comunità bergamasca onlus. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: bergamosenzaconfini@ecodibergamo.it.


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