«In Polonia per amore Ho trovato il mio tutto»

«In Polonia per amore
Ho trovato il mio tutto»

Non è solo una migliore prospettiva lavorativa a spingere una persona a lasciare il proprio Paese per trasferirsi all’estero: a volte l’amore ci mette lo zampino e per Antonio Bordogna è andata proprio così. Classe 1982, originario di San Giovanni Bianco, informatico, durante una delle tante trasferte in Polonia per lavoro Antonio ha incontrato Daria Degener, polacca: da quel giorno non l’ha più lasciata, sposandola e decidendo con lei di trasferirsi a Poznan perché, come dice lui, è la città dove «ho trovato il mio tutto».

Dopo il diploma all’istituto Paleocapa, Antonio ha iniziato subito a lavorare per quella che allora era una giovane azienda informatica, la Ddx a Villa d’Almè. «Erano altri tempi – racconta –: appena finiti gli studi, se ti diplomavi con bei voti, venivi subito contattato dalle aziende. Infatti, nei giorni successivi al diploma ho ricevuto almeno tre offerte di lavoro. Adesso è più difficile per i giovani».

Alla Ddx Antonio ha lavorato per cinque anni, con una breve pausa di dieci mesi per prestare servizio nel Corpo degli Alpini, tra le caserme di Bolzano e Bressanone.

Negli anni si è specializzato nella programmazione di software per macchine che utilizzano e lavorano il legno, una vera palestra formativa che l’ha indirizzato verso il suo attuale impiego. «Quando ero alla Ddx ho svolto lavori per molti clienti, per lo più esteri –spiega Antonio –: installavo software italiani di qualità che vendevo in tutto il mondo. Per questo motivo ho subito iniziato a viaggiare, raggiungendo la Russia e anche gli Stati Uniti. Poi nel 2007 ho deciso di aprire la mia azienda in Italia, la Woodwork».

Grazie alla nascita della sua ditta, Antonio si è lanciato nel mondo del lavoro come libero professionista, occupandosi sempre di creare software informatici e cooperando con aziende inserite nel settore del legno, in particolare specializzate nella costruzione di serramenti. Un settore che l’ha portato ancora di più a viaggiare, esplorando l’Europa in lungo e il largo, passando dal Montenegro, alla Norvegia, all’Estonia e anche alla Polonia. Proprio qui, l’incontro con Daria nel 2013, a Poznan per terminare gli studi universitari. Dopo numerosi viaggi di andata e ritorno Italia-Polonia, la scelta di condividere con lei la sua vita, sposandola nel 2014: «Da quel momento mi sono trasferito definitivamente a Poznan, ho spostato qui la mia ditta e ho deciso di chiudere quella in Italia, così da potermi concentrare meglio sull’area polacca».

Dopo quattro anni in Polonia, Antonio collabora oggi principalmente con aziende del territorio e la sua esperienza lavorativa lo ha portato a sviluppare un proprio software, «Imob Cab», con il quale aiuta le piccole falegnamerie e gli artigiani nella creazione di mobili. «È un programma che serve per realizzare il design di finestre, armadi, mobili e cucine – descrive Antonio –, ma il mio lavoro non si limita alla progettazione perché seguo anche le macchine dei clienti, le programmo perché producano quanto è stato progettato e soprattutto istruisco i clienti su come far funzionare i software. Possiamo dire che la Woodwork sono io, perché mi destreggio tra la consulenza, il collaudo dei programmi e delle macchine».

Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della comunità bergamasca onlus. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: bergamosenzaconfini@ecodibergamo.it.

© RIPRODUZIONE RISERVATA