Martedì 01 Marzo 2005

Bruni congela il Pacì Paciana: «Prima le scuse»

Niente «scuse», niente convenzione. O meglio convenzione sospesa. La posizione dell’Amministrazione sul Pacì Paciana resta quella dell’ordine del giorno votato lo scorso 14 febbraio, e ieri sera il sindaco l’ha ribadito a chiare lettere in Consiglio comunale, prendendo nettamente le distanze, almeno sul piano politico, dall’atteggiamento dei responsabili del centro sociale nelle settimane successive al «famoso» corteo. «Senza la netta condanna degli episodi che si sono verificati – ha dichiarato Roberto Bruni durante il dibattito sull’emendamento al Pop col quale le minoranze chiedevano di stornare i 650 mila euro per la manutenzione del centro sociale –, la convenzione è sospesa. Resta invece la manutenzione straordinaria, visto che si tratta di un impegno assunto nel Piano delle opere pubbliche ed ereditato dalla precedente amministrazione».

Sorpresa? In un certo senso sì, anche se qualcuno – ovvero Daniele Belotti – ha subito cercato di riportare il dibattito sul piano concreto: «Cosa vuol dire in pratica questa sospensione? – ha domandato il consigliere leghista –. Non si può congelare la convenzione, senza approvare l’emendamento. Altrimenti siamo alle solite: la giunta non è in grado di esprimersi chiaramente su questioni cruciali».

«Non bisogna confondere il significato di sospensione – ha replicato seccamente il primo cittadino – con quello di decadenza». Come dire: finché il Pacì Paciana tornerà sui propri passi, l’Amministrazione non è assolutamente intenzionata a riallacciare il dialogo e ad attuare la convenzione. Solo in caso contrario se ne potrà riparlare.

Nel frattempo l’emendamento sulla manutenzione è stato bocciato: 14 voti a favore, 21 contrari. Con il disappunto ovviamente di quanti l’avevano presentato. «La messa a norma – ha sottolineato per esempio Maurizio Bonassi di Forza Italia – è in programma da tempo e sarebbe stato opportuno, in questo momento, tenerla ferma ancora per un po’».

«Si tratta di una grave discriminazione nei confronti delle tante associazioni che operano nella più totale legalità e da anni attendono finanziamenti», ha aggiunto il collega Gianfranco Ceci. Seguito a ruota dalla leghista Silvia Lanzani: «Se non si riesce a sospendere del tutto – ha incalzato – bisognerebbe quantomeno ridurre l’intervento a quanto è indispensabile alla sola sicurezza».

E il centrosinistra? Ha cercato di guardare il classico bicchiere mezzo pieno: «Bisogna fare delle distinzioni – è la sottolineatura di Mauro Invernizzi (Lista Bruni) – perché ciò che è successo ha innescato un dibattito intensissimo anche all’interno del Pacì Paciana». «Proprio alla luce di questo dibattito – ha completato il ragionamento Paolo Scanzi di Rifondazione – spiace ascoltare che una convenzione in grado di sottrarre il centro sociale all’illegalità, sia stata sospesa».

Semaforo rosso anche per buona parte delle altre modifiche al Pop chieste dalle minoranze: complesso del Carmine, restauro del Teatro Sociale, allargamento di via Carnovali e la manutenzione straordinaria di via Castel Presati e Alcaini.

Via libera invece alla ristrutturazione dell’ex Principe di Napoli, con destinazione residenziale e aggregativa per la terza età (tre milioni di euro nel 2007). «Siamo stati costretti a respingere gli emendamenti – ha commentato l’assessore ai lavori pubblici Carlo Fornoni – per motivi di opportunità e tempi, non certo per la mancanza di condivisione sulle opere. Per le vie Castel Presati e Alcaini, in particolare, cercheremo di accelerare l’iter in modo che, come richiesto, i lavori vengano anticipati di un anno».

Alla fine le votazioni sul bilancio e sullo stesso piano delle opere pubbliche hanno ribadito le posizioni già emerse nelle precedenti sedute. Maggioranza compatta a favore e minoranze naturalmente contrarie. Meno rigida la posizione sui nove ordini del giorno collegati che sono passati tutti con l’eccezione del documento sulla tangenziale ritirato durante il dibattito. Particolare soddisfazione ha suscitato il sì alla proposta sulla Fondazione per il teatro Donizetti, vero e proprio cavallo di battaglia dell’ex assessore Valerio Marabini, e firmata dai consiglieri di An. Ora la giunta dovrà valutare l’ipotesi di realizzarla. E il dibattito è destinato ancora una volta a infiammarsi. Terza fumata nera infine per il difensore civico: dalla prossima seduta basterà la maggioranza assoluta.

(01/03/2005)

fa.tinaglia

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