Anche gli sportivi sovrappeso
A Bergamo lo è il 40% dei podisti

Anche gli sportivi sovrappeso A Bergamo lo è il 40% dei podisti

Anche per uno sportivo non basta l’attività fisica per stare in forma: senza un corretto stile di vita e un’adeguata abitudine alimentare, infatti, anche per un atleta l’ago della bilancia può impennarsi. È quanto emerso durante un convegno promosso dal Servizio medicina dello sport dell’Asl di Bergamo per fare la fotografia allo stato di salute degli sportivi bergamaschi.

Dai dati raccolti dall’Asl tra le più di 288 mila visite effettuate dal 2004 al 2008 (in cinque anni si è passati dalle oltre 52 mila visite alle oltre 63 mila) sugli atleti che si sono rivolti alle 24 strutture di medicina dello sport della nostra provincia, le percentuali di atleti in sovrappeso (compresi quelli obesi) oscillano da un minimo del 16% a un massimo del 32%.

Ma se l’analisi si amplia includendo anche le rilevazioni fatte (in collaborazione con la locale Fiasp, Federazione italiana amatori sport per tutti, presieduta da Renzo Danesi) sui podisti amatoriali (la nostra è la provincia italiana che ne ha di più, circa 30 mila), tocca a loro il primato perché circa il 40% di essi risulta essere in sovrappeso. In dettaglio, oltre il 33% è in sovrappeso e il 6,6% è obeso.

«In questo senso - osservano le dottoresse Lucia Antonioli e Manuela Vianello, dell’Asl di Bergamo e relatrici del convegno - abbiamo deciso di intraprendere un'indagine conoscitiva sulla reale somministrazione di alimenti durante le manifestazioni in modo da poter fornire consigli nutrizionali agli organizzatori. I dati della nostra provincia - proseguono Antonioli e Vianello - sono sostanzialmente in linea con quelli nazionali. Da sottolineare come in pochi anni sia aumentato notevolmente il numero delle visite sportive, segno che le persone che fanno attività fisica nella nostra provincia sono costantemente in aumento. Il problema è che ancora troppi atleti, dopo aver fatto la loro performance sportiva, vanificano tutto seguendo uno stile di vita sempre più sedentario e portando avanti abitudini alimentari non adeguate».

Analizzando i dati in merito agli atleti in età scolare (6-14 anni), il 23% dei maschi e il 21,5% delle femmine è complessivamente in sovrappeso, nei maschi circa il 5% soffre di obesità, nelle femmine il 3,5%. Negli adolescenti le percentuali diminuiscono: 17,5% di sovrappeso per i maschi, 15,7% per le femmine. Gli adulti maschi in sovrappeso sono invece molti di più, ben il 32%, esattamente il doppio rispetto alle donne.

«I dati raccolti - spiegano Antonioli e Vianello - riguardano, oltre l’età e il sesso, il peso, la statura, l’indice di massa corporea, la pressione sistolica e diastolica a riposo. La tendenza nelle femmine a una più netta prevalenza di soggetti sottopeso si accentua per le adolescenti e le adulte. Un ruolo importante lo giocano in questo senso i modelli che trovano spazio tra i media e nelle pubblicità».

Importante il ruolo dei genitori nel dare il buon esempio ai figli. «Soprattutto durante i primi anni di vita: in cinque anni la percentuale di bimbi frequentanti la scuola materna che non fanno colazione (e in questo caso pensiamo proprio che ciò dipenda dallo stile di vita del genitore) è aumentata del 15%».

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