Martedì 01 Dicembre 2009

Palafrizzoni: via libera al Pgt
Niente moschea vicino a Orio

Cinque sedute di Commissione, sei in Consiglio comunale, 603 osservazioni e poi il traguardo. La discussione è andata avanti fino a notte, con gli ultimi fuochi tra maggioranza e opposizione, ma alla fine l'aula di Palafrizzoni ha dato il via libera all'approvazione del Piano di governo del territorio. Ovviamente favorevole il centrodestra, al quale si è aggiunto (dopo una raffica di astensioni nelle varie sedute) Giuseppe Mazzoleni per l'Udc: astenuto il centrosinistra, fermo sulla posizione che quello licenziato ieri è tutto sommato la brutta versione del Pgt adottato lo scorso marzo. Da qui la scelta di non votare contro, il che significa sostanzialmente un via libera all'unanimità. Il che non vuol dire che il Pgt produce immediatamente i suoi effetti: per diventare efficace bisogna espletare ancora diversi aspetti operativi, tra cui la ripubblicazione sul Burl, il Bollettino unico regionale. Se non ci saranno intoppi l'iter si concluderà tra giugno e settembre del prossimo anno.

Il casus belli dell'ultimo round – peraltro atteso – è stata la questione Fintecna, ovvero la riduzione da 1.500 a 500 metri quadri e la cancellazione dell'indicazione di scala territoriale degli spazi del Centro servizi al confine tra Bergamo e Orio al Serio, dove sarebbe dovuta sorgere la moschea. «Un'indicazione di questo genere poteva preludere a spazi di genere culturale legati a quelle religioni non riconosciute, come i musulmani», la spiegazione dell'assessore all'Urbanistica, Andrea Pezzotta. La posizione del centrosinistra sta tutta nell'ordine del giorno che impegna Palafrizzoni a «mettere in atto le scelte amministrative necessarie affinché siano assicurati alle minoranze religiose spazi adeguati sotto il profilo dimensionale e qualitativo per consentire il libero esercizio delle diverse pratiche religiose», come illustrato dal verde Pietro Vertova, che ha anche stigmatizzato l'atteggiamento della Lega: «Se passa questa riduzione di volumetrie, sostanzialmente confermate gli spazi di via Cenisio». La replica di Silvia Lanzani: «Il fatto che lì (Fintecna - ndr) non va bene, non vuol dire che dove è stata pianificata vada bene. È una zona troppo vicina a due grandi vie di penetrazione e all'ospedale». Che però ad occhio è qualche chilometro più a ovest. «Vi state arrampicando sugli specchi, una moschea a Bergamo serve, anche per motivi di ordine pubblico», commenta Giacomo Angeloni (Pd). «Quello della libertà religiosa è un principio difeso da tutti a parole, ma poi non applicato nei fatto», l'affondo dell'ex sindaco Roberto Bruni: non volete la moschea in via Cenisio, ok, ma non capisco perché non l'abbiate prevista in nessun altra parte».

La risposta arriva a stretto giro di posta da Valerio Marabini (Lista Bruni): «Sono contrario a che vengano date facilitazioni a culti che a casa loro ci proibiscono l'esercizio della nostra fede. In questi momenti dobbiamo lanciare segnali di fermezza». Apriti cielo: «Abbiamo delle responsabilità come amministratori, questa vostra scelta non fa bene al dialogo interreligioso», replica Elena Carnevali. «Noi che ci diciamo credenti dobbiamo essere i primi a tutelare le altre religioni, proprio perché noi cattolici siamo perseguitati in altri Paesi», aggiunge Fiorenza Varinelli. «Sto sentendo discorsi profondamente anticristiani in quest'aula», la posizione di Ebe Sorti Ravasio a chiudere il cerchio del Pd. Tocca a Stefano Zenoni (Lista Bruni) riportare la questione su un piano urbanistico. Più o meno: «Quell'area andava benissimo, state piegando una questione tecnica a pregiudizi ideologici, nascondete il problema sotto il tappeto». E il Pdl? Il capogruppo Giuseppe Petralia è sibillino: «Su questi temi ognuno poi voterebbe secondo i propri convincimenti, ma bisogna anche capire il comune sentire dei cittadini che rappresenti».

Poi interviene anche il sindaco, Franco Tentorio: «Il rispetto della libertà religiosa è un valore assoluto per questa Giunta. Riteniamo però opportuno dare un assenso generalizzato e preventivo a qualsiasi richiesta da qualsiasi parte provenga per nuove strutture religiose. Ogni richiesta verrà esaminata caso per caso con attenzione, tenuto conto delle esigenze urbanistiche dell'intera città». Ma l'ordine del giorno alla fine viene respinto, e l'Udc vota insieme al centrodestra. Per via Cenisio, passa invece il parcheggio a servizio degli spazi del Centro culturale islamico e del quartiere. Con qualche contraddizione sui programmi elettorali, evidenziata dal centrosinistra. Poi continua il confronto sul Pgt, fino al voto finale, con le posizioni che emergono già chiare nei corridoi: «Nella sua impostazione generale, questo Pgt resta quello della precedente amministrazione», commenta Bruni: «Non mancano comunque gli elementi di perplessità e di contrarietà. Perplessità per il fatto che innanzitutto la maggioranza ha introdotto elementi di provvisorietà che sono tutt'altra cosa dalla flessibilità. C'è poi, sempre sul piano dell'impostazione, una spasmodica ricerca di ridurre le volumetrie senza però porre attenzione al disegno strategico della città».

«Condivido la riduzione delle volumetrie – è la posizione di Giuseppe Mazzoleni (Udc) –, compreso quello di Porta Sud. Auspico però che l'Umi 2 venga progettata solo dopo aver realizzato l'Umi1 in modo da calibrarla come si deve. Anche la Cittadella dello sport mi trova d'accordo, ciò che mi lascia perplesso è la localizzazione». «Questo Pgt ci soddisfa – afferma Petralia capogruppo del Pdl – certo non è il nostro documento di programmazione ideale, visto che abbiamo dovuto lavorare su un piano ereditato dalla precedente amministrazione. È prevalso però il senso di responsabilità e ritengo che sia fatto un servizio alla città». «Rimane per l'assessore e la Giunta il compito e il dovere di procedere velocemente all'analisi degli stralci così da poterne misurare gli effetti reali delle scelte complessive sul Pgt approvato, in buona parte rimandate alle future controdeduzioni e ai progetti attuativi», chiosa la Carnevali (Pd). Infine la Lega: «Siamo soddisfatti come fautori dei tre principi portanti del Pgt: meno volumetrie, più verde e meno grande distribuzione commerciale», spiega Luisa Pecce Bamberga.

e.roncalli

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