Martedì 01 Dicembre 2009

Filiera tessile, al via
il 2° master universitario

Il 4 dicembre il varo del nuovo Master “Tecnologie e processi della filiera tessile” alla Facoltà di Ingegneria di Bergamo. In un momento di crisi e sfiducia generale come quello che stiamo vivendo fa piacere dare notizia di un’iniziativa che esprime ottimismo e impegno verso il futuro e le possibilità di ripresa del tessile. Stiamo parlando della 2ª edizione del Master “Tecnologie e processi della filiera tessile” che l’Università di Bergamo ha promosso e organizzato considerati i successi riportati dalla precedente edizione che aveva visto una vasta partecipazione di manager di imprese del settore.

“La crisi produce molti effetti –ha dichiarato il prof Stefano Dotti, direttore del master- e penalizza fortemente l’occupazione. Le scuole di settore e le università hanno avuto in tutta Italia un calo di iscritti. Mettere in cantiere un master poteva quindi sembrare un azzardo ma sono stati proprio gli imprenditori a incoraggiarci e a sostenerci in questo nuovo progetto. Malgrado le difficoltà evidenti che il settore sta vivendo le aziende hanno programmi di sviluppo di prodotto e di intensificazione delle azioni commerciali difficilmente raggiungibili senza risorse umane qualificate e competenti.”

Un atteggiamento di equilibrata fiducia che suona soprattutto come un impegno verso il futuro e che è lo stesso presidente dei tessili/abbigliamento di Confindustria di Bergamo Alberto Paccanelli a sottolineare.

“Sarebbe assurdo negare che l’industria tessile italiana stia attraversando un momento difficile. Una situazione che spinge le imprese ancora fortemente ancorate alla propria mission produttiva non solo a continuare a fare bene il loro lavoro ma a farlo sempre meglio. Per questo i nostri tecnici e i nostri manager devono essere sempre più aggiornati e competenti e per questo abbiamo bisogno che l’Università sia al nostro fianco con i programmi di ricerca e di formazione necessari a mantenere alta la competitività del made in Italy”.

E veniamo al corso che con 15 iscritti conferma nei fatti l’impegno dell’ imprenditoria tessile a investire sui propri addetti e in particolare sulle nuove leve. Il corso è strutturato in complessive 1500 ore di cui 416 ore di formazione in aula, 150 ore di stage/ progetto e circa 900 ore di formazione individuale, una parte delle quali sarà destinata all’elaborazione della tesi finale. Il programma didattico è suddiviso in moduli che ricostruiscono la filiera produttiva dalle fibre al prodotto confezionato e dalla progettazione alla distribuzione e affrontano i principali temi del management del settore: dall’analisi macro economica dei trend alla gestione dei processi di innovazione, dai modelli organizzativi al marketing di settore, dall’energia alle certificazioni.

“Il Master si pone due obiettivi - precisa Dotti - da un lato fornire a chi opera nel settore pur provenendo da corsi di studio diversi di recuperare le conoscenze tecniche necessarie sistematizzando in modo organico quanto l’esperienza on the job consente di apprendere, e dall’altro approfondire temi che nel corso degli studi università sono per ovvie ragioni affrontati in modo non specialistico. L’esperienza del 1° master ci ha inoltre insegnato una cosa importante: un’attività di questo tipo basa gran parte del suo successo sul rapporto che l’università ha con le imprese e sulla disponibilità di queste a collaborare ”.

E il grado di collaborazione delle imprese tessili è senz’altro alto: in molte si sono dichiarate disponibili a ospitare stagisti, ad aprirsi per visite didattiche e a “prestare” propri esperti per le docenze. Il corso sarà ufficialmente aperto venerdì 4 dicembre alle 14 presso la facoltà di Ingegneria nella sede di Dalmine alla presenza del Dr. Alberto Paccanelli (Presidente industrie tessili/abbigliamento di Confindustria Bergamo e Amministratore Delegato della Martinelli Ginetto Spa), dal Preside della Facoltà di Ingegneria Prof. Paolo Riva e dal Prof Lucio Cassia, preside vicario della Facoltà di Ingegneria.

a.ceresoli

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