Giovedì 14 Gennaio 2010

Saldi, frenata dopo l'assalto
e ora i negozi sono in affanno

Brusca frenata dopo una partenza con il botto. I saldi invernali targati 2010 dopo l'avvio scoppiettante con tanto di ressa nei centri commerciali e code fuori da numerosi negozi del centro, da lunedì hanno registrato un forte rallentamento se non addirittura l'arresto. E questo nonostante il freddo e la pioggia degli ultimi giorni invitino verso i tanti capi pesanti e caldi esposti ancora nelle vetrine e sugli scaffali.

Chi va a caccia dell'occasione mette in conto di dover spesso scendere a compromessi prima ancora di uscire di casa. Per fare il bene del portafogli rimandando gli acquisti al periodo dei saldi, frequentemente ci si ritrova a rinunciare al colore preferito se non a rassegnarsi nel vedere esaurita la taglia adatta per il capo adocchiato in stagione.

Questa volta però il timore è che le vendite «da saldo» non abbiamo subito un crollo, a neppure dieci giorni dalla partenza, a causa dell'offerta limitata, quanto piuttosto come conseguenza della scarsa disponibilità a spendere da parte delle famiglie. «Quest'anno – dice Paolo Malvestiti, presidente dell'Ascom di Bergamo – i saldi sono andati bene da sabato 2 a domenica 10 gennaio. Da lunedì hanno rallentato bruscamente. Sicuramente troppo presto, considerati i magazzini ancora ben riforniti dopo una stagione difficile a causa di una crisi che ha inferto un pesante colpo al commercio. Confidiamo in una ripresa delle vendite già a partire da questo fine settimana».

Secondo il presidente della Federazione settore moda della Confesercenti di Bergamo, Orfeo Lumina, saremmo invece semplicemente approdati nella cosiddetta fase dei secondi saldi. «Ogni anno – rimarca il rappresentante dell'associazione dei commercianti di via Galli – la più importante risposta si registra nella prima settimana di saldi. Chi ha atteso la loro apertura, viene subito a fare i propri acquisti. Il problema semmai è la loro partenza: non ha senso farli cominciare il 2 gennaio quando da calendario la stagione invernale inizia il 21 dicembre».

La partenza ad inizio anno non è stata digerita da tutto il settore che, in più occasioni, ha ribadito la propria posizione a riguardo. «A nostro avviso – sottolinea Malvestiti – dovrebbero durare non più di 30 giorni invece dei 60 attuali. Quelli invernali dovrebbero svolgersi dal primo al 28 febbraio e quelli estivi dal primo al 31 luglio».

Una sola tornata l'anno quella invece auspicata da Lumina: «Tutto il mese di febbraio o di luglio, riunendo la merce rimasta delle due stagioni. Deve essere davvero un vero evento». La prima settimana di saldi ha regalato grandi soddisfazioni anche ai negozi di Oriocenter, come conferma il suo direttore Ruggero Pizzagalli: «Quest'anno sono partiti alla grande: il 2 gennaio abbiamo superato le 60 mila presenze, sfiorando così il nostro record storico (le 63 mila dello scorso novembre) e fino all'Epifania abbiamo registrato l'ingresso di 50 mila persone al giorno. Da lunedì, anche a causa della riapertura di numerose aziende, gli accessi sono diminuiti».

Proprio in occasione delle vendite di fine stagione, il centro commerciale alle porte di Bergamo nelle domeniche di gennaio ha prolungato di un'ora l'orario di attività, posticipando alle 21 la chiusura dei negozi. «Le persone – dice Pizzagalli – hanno avuto così modo di fare i propri acquisti con maggiore tranquillità e hanno usufruito della possibilità di cenare all'interno».

Dopo il botto, i saldi proseguono quindi anche a Oriocenter, «dove – aggiunge Pizzagalli – qualcuno propone ribassi anche del 70%, le taglie medie sono per lo più esaurite e molti esercizi propongono già le nuove collezioni». A questo punto della stagione, sulla buona riuscita degli affari molto influisce l'abilità del venditore: «Saper proporre una cintura in abbinamento alle scarpe già scelte, piuttosto che una camicia al maglione» rimarca il direttore del centro. «I saldi – rimarca anche Pizzagalli – non dovrebbero partire dal primo sabato dell'anno come capitato quest'anno. Il rischio è di uccidere la vendita di Natale».

r.clemente

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