Sabato 16 Gennaio 2010

Sport, su tutti i campi un minuto
di silenzio per le vittime di Haiti

Il presidente del Coni, Giovanni Petrucci, ha invitato le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate e gli enti di promozione sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si disputeranno in Italia sabato e domenica, in memoria delle vittime del disastroso terremoto che ha colpito Haiti.

Il presidente del Coni, accogliendo l'appello lanciato dal direttore de "La Gazzetta dello Sport", Carlo Verdelli, ha anche inviato una lettera al quotidiano sportivo: «Di fronte ad immani tragedie come quella che ha colpito la popolazione di Haiti, la voce dello sport non può essere ovviamente la prima a levarsi, in quanto l'emergenza umanitaria nell`immediatezza comporta altre priorità di intervento, ma non può certo essere l'ultima né tanto meno restare assente. Non lo è stata mai in passato, dallo tsunami del 2004 al terremoto d`Abruzzo dello scorso anno, eventi per i quali è stata tangibile la dimostrazione di vicinanza e solidarietà con i quali lo sport italiano è corso in aiuto delle popolazioni colpite. Non lo è stata né lo sarà anche di fronte a questo nuovo drammatico disastro».

«La solidarietà è un valore fondamentale dello sport e dell'olimpismo - ha aggiunto -. Il Coni, che rappresenta tutti i soggetti sportivi italiani, si è subito messo in contatto sia con il Cio (che ha già annunciato lo stanziamento di aiuti) sia con il capo della Protezione Civile italiana, Guido Bertolaso, per manifestare l`immediata disponibilità del Coni a far affluire, nei modi e nei tempi che la drammaticità della situazione comporta, ogni possibile sostegno per il quale l'intera organizzazione sportiva italiana è stata sensibilizzata, a cominciare dalle Federazioni Sportive Nazionali alle Discipline Sportive Associate, dagli Enti di Promozione Sportiva alle Associazioni Benemerite».

Per Petrucci più che «iniziative ad effetto, servono concretezza e razionalità. Anche questa volta, il grande cuore del popolo degli sportivi - ed il Coni se ne fa garante - non mancherà di dare quel segnale tangibile di fratellanza e solidarietà che ha sempre caratterizzato gli interventi in soccorso delle popolazioni più sfortunate».

r.clemente

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