Martedì 11 Febbraio 2003

Spaccio nelle scuole e nelle discoteche, Arrestati 5 giovani bergamaschi

Le indagini, nate da una precedente operazione del 2000 ad opera della squadra mobile di Trento, ha consentito di far luce su una vasta attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti tra cui cocaina, ecstasy e speed.

Durante l’operazione denominata «Leopard 2», gli inquirenti hanno arrestato trentotto persone, di cui cinque nella Bergamasca, scoprendo quattro organizzazioni criminali accusate di spacciare sostanze stupefacenti in Trentino Alto Adige, Veneto e Lombardia. Ed è proprio la Lombardia al centro di questa indagine durata circa un anno: fulcro dell’attività illecita pare infatti essere la provincia di Brescia e in particolare una discoteca di Rovato dove, all’insaputa dei gestori, tutti i giovani spacciatori si radunavano il fine settimana.

Nel corso delle indagini, che hanno visto coinvolti 79 giovani, alcuni dei quali ancora minorenni, gli inquirenti hanno scoperto che lo spaccio avveniva non solo nelle discoteche, ma anche in numerose scuole superiori del Trentino e in provincia di Brescia, Verona e Milano. Grazie all’intercettazione di oltre 80 mila conversazioni telefoniche e 30 mila sms, la polizia è infatti riuscita ad identificare i presunti spacciatori: sono 25 i giovani arrestati e rinchiusi in carcere, 13 posti agli arresti domiciliari e altri 34 denunciati.

Tra i cinque arrestati nella provincia di Bergamo, per tre di loro, residenti a Villongo e Capriate, è stata disposta la carcerazione, mentre per gli altri due, residenti in città e a Bottanuco, sono stati previsti gli arresti domiciliari. Tra di loro anche una ragazza di 19 anni, residente a Capriate che, secondo gli inquirenti, si occupava, insieme ad un complice, di distribuire ecstasy, speed e francobolli allucinogeni soprattutto nelle province di Milano e Bergamo.

L’operazione ha anche portato al sequestro di circa 40 grammi di cocaina, 30 di speed, un etto e mezzo di hashish e circa 50 pastiglie di ecstasy.

(11/01/2003)

Su L’Eco di Bergamo del 12/01/2003

f.tinaglia

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