Lunedì 08 Marzo 2010

Sindacati, appello per la scuola:
«Cari politici, le casse sono vuote»

“La scuola pubblica bergamasca – e non solo quella - è alla canna del gas”. Vincenzo d'Acunzo, segretario generale della CISL Scuola Bergamo non ha usato giri di parola nell'illustrare la situazione del sistema educativo nel nostro territorio alla platea, in vero poco affollata, di parlamentari e consiglieri regionali eletti in provincia di Bergamo.

“Ci sono 200 milioni che le scuole regionali vantano come credito nei confronti dell'amministrazione centrale”, ha rincarato la dose Tobia Sertori, segretario generale della CGIL SCUOLA . “La situazione finanziaria della scuola bergamasca - si legge nell'introduzione che i sindacati hanno fatto all'incontro - è nota da tempo. Fin da tempi non sospetti, CGIL CISL UIL Scuola avevano sollevato la questione in tutte le sedi possibili e denunciato pubblicamente il problema. Qualcuno ci ha accusato di essere bugiardi in assenza di comunicazioni ufficiali da parte di istituzioni scolastiche che con vari espedienti, anche discutibili, hanno comunque fatto fronte alle emergenze compreso le deficienze dell'amministrazione. Finalmente la questione è diventata di dominio pubblico, secondo quanto da noi favorito e incoraggiato. E di conseguenza CGIL CISL UIL scuola di Bergamo hanno ritenuto di promuovere l'iniziativa di questa mattina, perché i ragazzi bergamaschi devono veder garantito il proprio inalienabile diritto costituzionale allo studio. Facciamo questa affermazione perché la vita delle scuola, come quella delle famiglie, è estremamente legata allo scambio 'lavoro – salario'.

"E una scuola pubblica senza i necessari finanziamenti è costretta a una lenta agonia. Entro il 1° marzo le scuole hanno elaborato e consegnato il documento contabile (bilancio, piano annuale, ecc..)…. E non è stato altro che la nitida fotografia di un paesaggio desolante e in via di estinzione. La stragrande maggioranza delle nostre scuole versa in una gravissima situazione finanziaria, dovuta soprattutto all'esigua disponibilità di risorse attribuite per coprire le spese di funzionamento e quelle per le supplenze".

"La situazione è aggravata dal fatto che l'amministrazione centrale non ha mai messo in atto interventi idonei per coprire le spese necessarie che le istituzioni scolastiche hanno dovuto sostenere in questi ultimi anni,. Le scuole bergamasche, la loro maggioranza, vantano crediti nei confronti dello Stato di rilevante entità. Le Istituzioni, ma anche i genitori, devono sapere che una situazione di questo genere comporta gravi ripercussioni sull'attività didattica".

"Essere costretti a lesinare sulla nomina dei supplenti comporta lo stravolgimento delle attività programmate, come lo smistamento degli alunni in classi diverse; la rotazione di più docenti nella stessa classe per supplire il docente assente…. Quando non si arriva a situazioni estreme che possono vedere la decurtazione del tempo scuola (ingressi posticipati o uscite anticipate degli alunni), è in gioco la sicurezza e l'impoverimento dell'azione formativa cui la scuola è deputata”.

La risposta della platea politica si è naturalmente divisa a metà: Giovanni Sanga, Giuseppe Benigni e Mauro Ceruti, del centrosinistra, hanno convenuto con i sindacati che “il finanziamento della scuola non è un costo ma un investimento sul futuro della nostra società”. Marcello Raimondi, PdL, ha sostenuto che “ la Regione Lombardia si è fatta carico quest'anno degli ammortizzatori sociali per i precari della scuola che quest'anno non hanno lavorato”, mentre per Daniele Belotti, Lega Nord, i guai dell'istruzione stanno “nel mancato federalismo della Scuola e nella presenza di troppi dirigenti del Sud nelle scuole della provincia”.

Da parte sindacale è stato anche ricordato che i dirigenti delle scuole pubbliche non vedono rinnovato il proprio contratto nazionale da oltre 50 mesi. Infine, è stato anche lanciato l'appello affinché l'ultimo posto disponibile per l'apertura di un Liceo Musicale in Lombardia sia concesso a Bergamo

All'incontro erano presenti Battista Bonfanti; Consiglio Nunziante; Daniele Belotti; Giovanni Sanga; Giuseppe Benigni; Marcello Raimondi; Maurizio Martina; Mauro Ceruti.

Battista Bonfanti ha così commentato i dati: “Dall'incontro con i sindacati è emerso un quadro drammatico della condizione finanziaria di quasi tutti gli istituti scolastici pubblici. Nel loro insieme infatti vantano un credito di 200.000 euro dal Ministero. In questo modo la tanto declamata autonomia scolastica viene mortificata dal mancato rispetto degli impegni del Ministero e la qualità della scuola pubblica viene messa seriamente a repentaglio”.

r.clemente

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