Giovedì 11 Marzo 2010

Comune, tutto come da copione
Via libera al piano programmatico

Tutto come da copione: il via libera a maggioranza con il voto favorevole del centrodestra, quello contrario del centrosinistra e l'astensione di Giuseppe Mazzoleni dell'Udc. Nella tarda serata di giovedì Palafrizzoni ha approvato le linee programmatiche dell'amministrazione Tentorio, con il centrodestra compatto nel rispedire al mittente le accuse di immobilismo più volte avanzate dai banchi dell'opposizione.

«Il nostro è un impegno del fare», spiega il sindaco Franco Tentorio a chiusura delle repliche degli assessori, evitando qualsiasi accenno di polemica. Anzi: «Ho il massimo rispetto per la minoranza della quale accetto sia la contrapposizione che le controproposte: per noi siete interlocutori importanti, come le categorie, le Circoscrizioni, i cittadini e le associazioni».

Ma qualche sassolino dalla scarpa se lo toglie, garbatamente per carità: «Abbiamo avuto il consenso di 23 quartieri su 24: non è solo la Bergamo ricca, conservatrice e aristocratica che ci ha votato». E dal lato dei consiglieri si leva un «anzi...» a sottolineare la distanza con un centrosinistra ritenuto troppo radical chic e poco vicino alla gente.

E ancora: «Contesto il fatto che nella maggioranza la Lega prevalga sul Pdl o viceversa: la condivisione è il concetto fondamentale per la Giunta, dobbiamo essere capaci di collaborare lasciando sullo sfondo i rispettivi partiti». A proposito di collaborazione, ce n'è anche per le accuse di andare a rimorchio della Provincia: «Ognuno ha i suoi compiti istituzionali: c'è rispetto reciproco e collaborazione. Per noi il filotto politico tra Comune, Provincia, speriamo Regione e Governo di centrodestra è positivo. Certo, non tutto andrà sempre liscio, ma aiuta».

Poi ricorda i punti cardine delle linee, una Bergamo solidale, sicura, che cresce nella tradizione, del turismo e delle grandi opere, le difficoltà di far quadrare i conti «con leggi che non rispettano i principi del federalismo, e le spese correnti ne soffrono». Definisce le linee programmatiche «un cantiere aperto: se ne realizzeremo una parte avremo fatto il nostro dovere». Finale con battuta: «Ci facciamo in quattro e lavoriamo, lavoriamo... Dopo 10 mesi la gente mi sorride ancora per strada, quindi...».

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a.ceresoli

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