Tutti i sindaci della Presolana
per l'ultimo saluto a Mino Benzoni

«Ciò che ha colpito nella morte di Giacomo è stata la sua tragicità, la lunga agonia delle persone care che hanno assistito alla sua morte senza potere fare nulla. Ora vogliamo chiedere al Signore la capacità di guardare oltre la morte». Così don Enrico Mangili ha accolto nell'affollata parrocchiale di S.Alessandro la salma di Giacomo Benzoni, deceduto lunedì pomeriggio in seguito ad un tragico incidente avvenuto mentre stava lavorando nel giardino di casa.

Ad accompagnare silenziosamente il corteo partito dall'abitazione, il gonfalone listato a lutto dell'Unione dei Comuni della Presolana e quello di Songavazzo, Comune del quale Giacomo (Mino per gli abitanti del paese) era stato sindaco dal 1990 al 2004. A seguire la salma vi erano tutti i sindaci dell'Unione e, tra gli altri, il presidente della Comunità Montana Valle Seriana Eli Pedretti, il sindaco di Parre Francesco Ferrari e quello di Gorno Giampiero Calegari.

Nato nel 1947 in Belgio, Benzoni risiedeva a Castione, dove era molto conosciuto per la sua professione di insegnante di lingua francese alla scuola media, compito che aveva abbandonato quattro anni fa per andare in pensione. «Sia come amministratore che come professore – ha ricordato don Enrico durante l'omelia - Giacomo ha vissuto la propria vita a servizio degli altri… tutto questo rimane agli occhi del Signore. Di fronte a una morte tragica come questa verrebbe da chiederci se davvero Dio era vicino a Giacomo anche in quel momento… non abbiamo tutte le risposte ma, con speranza, dobbiamo portare davanti al Signore i nostri dubbi».

Benzoni era morto nel pomeriggio di lunedì 29 marzo, dissanguato a causa della subamputazione del braccio sinistro provocata da una motosega. La tragedia è avvenuta mentre l'uomo era imbragato su di una betulla per alcuni lavori di potatura, cui stavano assistendo la moglie Adriana Covelli e il figlio Mauro. Proprio loro stavano reggendo una corda che avrebbe dovuto orientare la caduta della cima dell'albero, evitandone l'impatto con un cavo dell'energia elettrica che si trovava nelle vicinanze. Qualcosa è però andato storto e la cima si è rivolta verso il cavo elettrico, facendo rimbalzare all'indietro la motosega, che ha colpito con violenza Benzoni. Per l'uomo, imbragato sulla pianta, non c'è stato nulla da fare ed è morto dissanguato prima che i soccorritori riuscissero a calarlo dalla pianta.

La salma di Giacomo Benzoni è poi stata trasportata nel suo paese d'origine, Songavazzo, per la sepoltura.

Leggi di più su L'Eco in edicola venerdì 2 aprile

© RIPRODUZIONE RISERVATA