Venerdì 28 Maggio 2010

Paura dei ladri e più forze dell'ordine
I dati della Settimana della sicurezza

Il 35 per cento degli intervistati non si sente sicuro nella sua abitazione e il 28 per cento avverte insicurezza nel suo vicinato. Insicurezza che è generata per il 34 per cento proprio da furti avvenuti tra i vicini e per il 22 per cento per aver personalmente subito un'intrusione. Insicurezza che, per i cittadini, potrebbe essere ridotta con una maggiore presenza delle forze dell'ordine (42%). Sono questi i dati principali raccolti da Aips, l'Associazione installatori professionali di sicurezza che in questa settimana ha organizzato sul Sentierone la Settimana della Sicurezza anticrimine.

Aips ha raccolto 912 questionari al fine di indagare sul senso di sicurezza dei bergamaschi, ma anche fare prevenzione e informazione ai cittadini in previsione delle vacanze estive. Ecco altri dati salienti: alla domanda «Quando sente una sirena di un allarme suonare qual è il primo pensiero?», il 21 per cento degli intervistati ha risposto «curiosità», ma lo stesso valore percentuale è per la seconda opzione: «timore». Di rilievo anche la risposta del 19 per cento degli intervistati che ha indicato come opzione la «chiamata alle forze dell'ordine», mentre il 15% vorrebbe avvisare il proprietario di casa a cui suona l'allarme.

Ma ecco la domanda più importante: «Che cosa la farebbe sentire più sicuro?». Il 42 per cento ha chiesto una maggior presenza delle forze dell'ordine, contro il 19% a cui basterebbe un impianto di allarme e il 15% che preferirebbe un impianto di videosorveglianza. «Molti i bergamaschi che hanno indicato nella risposta aperta – dichiara il segretario di Aips Marco Panepucci - come il senso di sicurezza sia diminuito a causa della presenza di un alto numero di stranieri».

E se il 59 per cento degli intervistati non è dotato di un impianto di allarme, il 78% di questi ultimi non è neppure interessato a installarlo, preferendo comunque, in caso di acquisto, utilizzare un installatore conosciuto tramite il passaparola (35%). Ma veniamo a chi l'impianto di allarme ce l'ha (41%): in questo caso ci si è affidati per la maggior parte dei casi a un installatore (58%) o a un elettricista (25%). Per il 42%, inoltre, manca un contratto di manutenzione e, anche se è garantita assistenza tecnica 24 ore su 24 (59%), gli utenti non sono collegati né alle forze dell'ordine (solo il 12% ha attivato questo servizio) né agli istituti di vigilanza (solo il 20% degli intervistati ha questa opzione).

«Siamo soddisfatti di questi risultati e dell'attenzione dei cittadini nei confronti di questo tema – conclude Panepucci -. Crediamo però che se il 35 per cento degli intervistati non si sente sicuro nella propria abitazione, significa che c'è molto da fare e soprattutto è necessario lavorare sull'informazione e sulla prevenzione».

Da qui il vademecum stilato da Aips con i principali accorgimenti anti-ladro da prendere. Si chiama «Fai centro con la sicurezza. Guida alla protezione anticrimine della tua abitazione» e offre utili consigli: «Prima di installare una porta blindata o un impianto di allarme – spiega l'Aips – è necessario valutare con attenzione a quali rischi è esposta la propria abitazione, il negozio o l'azienda che si desidera proteggere». Da valutare per esempio il contesto urbano (città al alta densità o piccola località), il tipo di abitazione (casa unifamiliare, appartamento in condominio…), il numero degli ingressi, la tipologia dei serramenti e la vita che conducono i suoi abitanti (se per esempio la casa è incustodita per la maggior parte della giornata).

Ecco allora che l'Aips fornisce un'analisi dettagliata delle tipologie dei dispositivi di sicurezza a disposizione del cittadino, con un vademecum di consigli utili per proteggere la propria casa: «Mai lasciare copia delle chiavi sotto lo zerbino o utilizzare chiavi facilmente duplicabili – sono alcune indicazioni –. Non mettere mai etichette con nomi e/o indirizzi sul portachiavi né lasciare a portata di mano scale o altri strumenti che possano essere utilizzati per entrare in casa». Importante è anche cambiare le serrature se si smarrisce anche una sola chiave, scegliere tapparelle sempre in ferro o in profilato di alluminio, così come custodire gli oggetti di valore in cassaforte, certificata e ben montata e ancorata. Con segnalazioni non da poco: per la sicurezza è importante rivolgersi a un professionista così come diritto del cittadino è richiedere sempre un preventivo gratuito, pretendendo anche la dichiarazione di conformità che rispetti la normativa Cei, il Comitato elettronico italiano.

Fondamentale poi è stipulare sempre un contratto di manutenzione, «perché l'impianto d'allarme è una macchina complessa che va controllata e revisionata periodicamente – avverte l'Aips – così come è diritto del cittadino pretendere 12 mesi di garanzia per gli impianti e 24 mesi per i prodotti di sicurezza». Informazioni utili che si conoscono poco ma che rendono la sicurezza ancora più accessibile.

fa.tinaglia

© riproduzione riservata