Con lo sconto e il  «primo prezzo»
Cambia la spesa dei bergamaschi

Le conseguenze della crisi economica si fanno sentire anche sul carrello della spesa dei bergamaschi. Attenzione ai prezzi e prudenza nei consumi sono le priorità. E tu che spesa fai? Partecipa al sondaggio qui sotto

Le conseguenze della crisi economica si fanno sentire anche sul carrello della spesa dei bergamaschi. Attenzione ai prezzi, prudenza nei consumi e priorità ai generi alimentari sono le parole d'ordine contro il momento di stallo, il tutto nel tentativo di risparmiare sempre di più.

La fase di recessione economica ha toccato non solo il superfluo, ma ormai anche i beni di prima necessità, ossia quello che le famiglie mettono in tavola, scelto con un sempre maggiore interesse al prezzo. A rendere una fotografia di questa situazione sono i dati Nielsen, elaborati secondo gli indicatori economici di Ores, l'Osservatorio regionale esclusione sociale. Il risultato è che nella città orobica i consumi dei bergamaschi sono indirizzati verso ciò che è prioritario, rinunciando a una serie di beni di consumo che vanno dall'abbigliamento alla tecnologia e a concentrarsi su ciò che è realmente indispensabile: il cibo.

A Bergamo – conferma la ricerca – la spesa trimestrale per acquisti di generi alimentari è di 155,4 euro a testa, inferiore rispetto al resto del Nord Italia, che gode di una somma pari a 164,5 euro. L'incidenza della spesa alimentare su quella complessiva (che comprende oltre all'alimentare, la cura della casa e la cura della persona), nei primi tre mesi di quest'anno è del 78,9%. Quindi: su 100 euro spesi, circa 80 vanno in alimenti, il resto per i settori rimanenti.

Tra le varie fasce di prezzo che dividono i prodotti del supermercato, la tendenza sembra essere orientata verso il «primo prezzo», ossia il prodotto dal minor costo.

E se il carrello della spesa si riempie solo di alimenti, è anche vero che per capire l'aumento di risparmio delle famiglie è utile osservare cosa viene comprato. Secondo la ricerca esistono infatti dei prodotti «sensori d'allerta»: sono tutti gli acquisti che vanno nella direzione di un recupero della dimensione domestica. Gli «happy house» – così vengono definiti – favorirebbero la permanenza a casa per colazioni, pranzi e cene, anziché uscite al bar e ristorante. L'Happy House a Bergamo risulta in crescita dello 0,6% rispetto al periodo pre-crisi.

In tempo di difficoltà economica, i consumatori orobici sembrano essere particolarmente attenti a offerte e sconti che vengono proposti negli esercizi commerciali e non se li lasciano scappare. Dai risultati della ricerca Nielsen emerge infatti che la spesa alimentare bergamasca è sempre più frutto di promozioni: per l'esattezza, il 22,1% dell'intero carrello che gli orobici si portano a casa è stato acquistato nel primo trimestre del 2010 in offerta promozionale. Un dato che si pone sopra la media nazionale, ferma al 21,8%, e di oltre un punto sopra la media del Nord Italia, che si attesta al 21%.

Nei primi tre mesi di quest'anno, a Bergamo, il ricorso agli sconti è aumentato del 2,5% rispetto al periodo precedente la crisi, una percentuale superiore ai dati registrati in Lombardia, che è del 2,3%, e di poco inferiore all'aumento registrato in tutto il Nord Italia, stabile al 2,8%.

Leggi l'inchiesta sui consumi dei bergamaschi pubblicata da «L'Eco» in edicola mercoledì 23 giugno

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