Sabato 23 Ottobre 2010

Terno, neopatentato da 10 giorni
fermato sull'auto con un etto di hashish

Neopatentato da dieci giorni, viene fermato imbottito di droga. Debutto al volante davvero originale per Giovanni Giuseppe M., diciottenne residente a Vibo Valentia ma domiciliato a Terno d'Isola , fermato in settimana da una pattuglia della polizia stradale di Seregno in Valassina, mentre transitava in territorio di Desio in direzione Lecco.

L'arresto risale alle 22 dello scorso mercoledì 20 ottobre, quando la pattuglia della stradale sta svolgendo un normale servizio di controllo e all'altezza di Desio viene sorpassata da una Fiat Bravo, che inspiegabilmente rientra subito in prima corsia e lentamente precede proprio la pattuglia di servizio.

Gli agenti s'insospettiscono, accendono i lampeggianti e invitano il conducente ad accostare a margine strada. Al volante c'è un giovane, un ragazzino di diciotto anni, calabrese, dai documenti si scopre che ha la patente da dieci giorni, tutto è apparentemente in regola, ma lui è continuamente nervoso. Gli agenti decidono di vederci chiaro, lo fanno scendere dall'auto e lo perquisiscono.

Giusta intuizione perché in una tasca del giubbotto gli trovano 12 grammi di hashish, praticamente un quarto di un panetto, ma la fetta più grossa è nel cassettino dell'automobile, dove c'è una tavoletta intera del peso di 105 grammi per un totale di 117 grammi di hashish per un valore commerciale di 300 euro.

La perquisizione continua anche nella sua casa di Terno d'Isola, ma qui non viene rinvenuto nulla di strano. Il giovane viene infine trasferito al comando della polizia stradale, dove viene formalizzato il fermo per detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio. Il diciottenne, dipendente in un'impresa produttrice di prefabbricati, avrebbe acquistato la droga in Brianza a Monza per la precisione, per poi fare rientro a casa. Il giudice del tribunale di Monza ha disposto per lui l'obbligo di firma, ma sarà l'udienza del 16 novembre a sancire la convalida del fermo e quindi la pena.

e.roncalli

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