Mercoledì 24 Novembre 2010

Yasmin, Bergamo l'aspetta
ma cure e assistenza costano

Yasmin Dalati è una bambina di 9 anni, nata e residente a Tartous, in Siria. Yasmin è affetta da spina bifida, una patologia a carico della colonna vertebrale e del midollo spinale che consiste in una grave malformazione della parte terminale della spina dorsale, che comporta numerose difficoltà , sotto tutti i punti di vista (assistenziale, sociale, economico, psicologico), sia per chi ne soffre, sia per chi si prende cura di questi malati.

Attualmente, guarire dalla spina bifida non è possibile, ma molto si può fare per migliorare la qualità della vita dei bambini con questo tipo di disabilità. Interventi di neurochirurgia, un costante controllo medico, la possibilità di ausili adatti per riuscire a camminare e la premurosa attenzione dei familiari garantiscono la sopravvivenza a quasi tutti i bambini, che possono così raggiungere l'età adulta.

Yasmin non ha il controllo degli sfinteri e porta il pannolone. La sua vita - finora - è sempre stata vicino alla sua mamma, in casa. Non è mai stata sottoposta a valutazioni sul grado di funzionalità renale e sul tipo di incontinenza vescicale di cui soffre. Riesce a camminare con enorme fatica spostando - o meglio, roteando- il bacino ad ogni passo e aggrappandosi al tavolo. Non esce mai di casa, non può correre, passeggiare e spostarsi da un luogo all'altro è impegnativo: devono semper portarla in braccio perché non ha una carrozzina.

Ma a tutt'oggi Yasmin non è ancora stata visitata dai medici di un centro specializzato in questa malattia né ha gli ausili di cui avrebbe immensamente bisogno: per questo la sua famiglia - comunque ben consapevole della malattia della piccola - vorrebbe portarla a Bergamo per far visitare Yasmin agli Ospedali Riuniti di Bergamo, nella sola speranza di verificare se sia possibile migliorare - anche di poco - la qualità di vita della bambina.

Giuseppe Locatelli, già direttore della Chirurgia pediatrica degli Ospedali Riuniti, ha dato la più ampia disponibilità a visitare e ad aiutare Yasmin, che avrebbe dunque bisogno di indagini radiografiche, visite specialistiche, esami di funzionalità vescicale, valutazione ortopedica e fisioterapica, oltre che di alcuni ausili necessari reggersi meglio, come scarpe ortopediche, il girello e la carozzina.

Dal canto sua, anche una famiglia di Levate ha dato disponibilità ad ospitare Yasmin e la mamma per tutto il tempo che rimarranno in Italia per le visite mediche, garantendo vitto e alloggio.

Rimangono però da coprire le spese: il volo di andata e ritorno Damasco-Milano per Yasmin e la mamma (circa 900 euro); i documenti per il visto dell'ambasciata, fideiussione, assicurazione sanitaria (520 euro); il deposito di una cauzione anticipata agli Ospedali Riuniti di Bergamo (come richiesto dall'ambasciata, pari al 30% delle spese sanitarie previste); visite specialistiche, esami strumentali e radiografici, valutazioni funzionali della vescica, acquisto di ausili come scarpe ortopediche, girello, carrozzina, spese stimate in circa 4.000 euro. Complessivamente, dunque, servirebbero 5.500 euro.

«Per tutto questo - spiega la dottoressa Valentina Paris - stiamo chiedendo aiuto alle associazioni e a privati cittadini di Bergamo in quanto la famiglia di Yasmin vive con lo stipendio del papà, un operaio che lavora al porto di Tartous e che guadagna circa 90 euro al mese».

Per informazioni è possibile rivolgersi a Valentina Paris (cell.347.78.50.700 – 320.11.08.606) anche via e-mail: paris.valentina@tiscali.it

a.ceresoli

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