Il benzinaio dopo l'arresto dei rapinatori
«Non chiudo solo per la mia famiglia»

«Trovo la forza di andare avanti tutti i giorni per la mia famiglia. Diversamente, chiuderei anche domani mattina». Parla così Claudio Novali, il benzinaio cui lo scorso 27 settembre due rapinatori avevano sparato nel corso di una rapina.

«Ho tre figli, trovo la forza di andare avanti tutti i giorni per la mia famiglia. Diversamente, chiuderei la mia attività anche domani mattina». Parla così Claudio Novali, 54 anni, il benzinaio di Castelli Calepio che lo scorso 27 settembre è rimasto vittima di un tentativo della rapina all'interno della stazione di servizio del suo distributore di carburante Agip, a Telgate.

Ha parlato martedì, a distanza di un paio di mesi dalla sparatoria di cui era rimasto vittima. I colpi d'arma da fuoco sparati da uno dei banditi gli hanno lasciato tre cicatrici ancora evidenti sulle gambe e su un piede. Dopo quell'episodio Novali ha trovato la forza per continuare la sua attività.

E non ha paura: «Avevo più paura 25 anni fa – spiega il benzinaio – quando ho cominciato la mia attività di benzinaio a Telgate. A quei tempi la zona era meno trafficata. La sera avevo paura: non vedevo l'ora che arrivassero le 19,30 per chiudere. In chiusura mi mettevo sempre con le spalle contro un muro e vicino alla mia auto, per paura che arrivasse qualche malintenzionato».

E dopo l'arresto dei quattro malviventi ritenuti gli autori del tentativo di rapina, ieri il sindaco di Telgate Diego Binelle ha sottolineato che «nell'indagine dei carabinieri il supporto della videosorveglianza è stato fondamentale. Nell'ultimo anno, le telecamere del paese sono state ripristinate (in alcuni punti non funzionavano, ndr)».

Monica Armeli

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