Martedì 07 Dicembre 2010

Ecco il nuovo Botticelli della Carrara
Trasloco a Milano per una mostra

In mostra a Milano il «nuovo» Botticelli dell'Accademia Carrara, per la prima volta idealmente riunito al suo pendant, andato perduto: in occasione del cinquecentenario della morte dell'artista fiorentino, il Museo Poldi Pezzoli propone fino al 28 febbraio la mostra «Botticelli nelle collezioni lombarde» che riunisce per la prima volta le opere del maestro conservate nelle collezioni pubbliche milanesi e lombarde. Accanto alle opere di proprietà del museo milanese, quali la «Madonna del Libro», il «Compianto sul Cristo morto» e un ricamo eseguito su disegno di Botticelli per un cappuccio di piviale, e insieme a due disegni conservati alla Biblioteca Ambrosiana e appartenenti al celebre Codice Resta, approdano in mostra al Poldi Pezzoli anche le tre opere di Botticelli conservate all'Accademia Carrara.

Tre e non due, come riportato finora nei cataloghi della Pinacoteca, perché, oltre al notissimo «Ritratto di Giuliano de' Medici» e alla tavola raffigurante la «Storia di Virginia», oggi viene confermata l'autografia anche della tavola con il «Cristo dolente in atto di benedire» («Vir dolorum»). Il dipinto, a lungo trascurato dalla critica e considerato opera di bottega, viene ora definitivamente attribuito a Botticelli da Everett Fahy, già direttore del dipartimento di pittura europea del Metropolitan Museum di New York, che ipotizza sia stato eseguito verso la fine degli anni Novanta del Quattrocento: «Sospetto – scrive Faty in catalogo – che molti osservatori si sentano respinti dal carattere eccessivamente pietistico dell'immagine e non si soffermino a osservare con quanta raffinatezza sia eseguito il dipinto. Il pennello è straordinariamente fluido e raggiunge effetti di grande bellezza, quali le luccicanti lumeggiature nei capelli che scendono a cascata dalla testa e il delicato scintillio della lacca rossa sui raggi dorati del nimbo. Si tratta di un'immagine di opprimente forza emotiva, che riflette il fervore profondamente sentito della predicazione del Savonarola e i turbamenti religiosi del tempo».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 7 dicembre

fa.tinaglia

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