Martedì 14 Dicembre 2010

L'impegno per Africa e Bolivia
A Milano premiati due volontari

«La pace è un impegno dei forti, non una condizione sentimentale debole: è una posizione di chi ha una storia, un'identità e crede in un ideale e per questo è disposto anche a sacrificare la sua vita». È il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, a presentare la quattordicesima edizione del Premio per la Pace di Regione Lombardia: è lui, sul palco dell'auditorium Gaber di Palazzo Lombardia, a consegnare il premio speciale del presidente della Giunta al vescovo ausiliare di Baghdad, Shlemon Warduni, 3 premi per la pace, 5 menzioni alla memoria e 13 menzioni speciali. Sul palco e all'ingresso della sala ci sono 3 ulivi, simbolo di pace e di vita: in platea siedono anche i rappresentanti della Giunta e del Consiglio regionale della Lombardia.

COSTRUTTORI DI PACE, ORGOGLIO DELLA LOMBARDIA - È un palco rivestito per l'occasione di rosso quello intitolato a Giorgio Gaber: il rosso, appunto, complementare del verde simbolo di pace. Ed è proprio dai versi del cantautore milanese che Formigoni parte per introdurre la cerimonia: «Non alzo mai la voce, sono pacifista, uno che di solito sta dalla parte giusta, ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa e che quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire». Sono parole provocatorie che Formigoni commenta così: «I cittadini lombardi hanno sempre sentito la pace come qualcosa che si elabora giorno dopo giorno, attraverso l'impegno di persone concrete. Il Premio per la Pace è un riconoscimento alle migliori energie della Lombardia per l'opera assidua, intelligente e caparbia che hanno realizzato. Di queste persone, enti e associazioni siamo straordinariamente orgogliosi». Pace, dunque, non come conformismo o lo stare dalla «parte giusta», ma «come sfida all'opposizione di tanti, anche di poteri ideologici e repressivi. L'operatore di pace ha le idee chiare, sa scegliere con chi stare, magari con chi è calpestato e vede negati i propri diritti».

PREMIATI 22 EROI QUOTIDIANI - Sono molti i nomi delle persone concrete che - ricorda Formigoni - «hanno vissuto e vivono la dimensione quotidiana della pace». Il presidente ne premia 22 (di cui 21 lombardi), ma - ricorda - sono centinaia le segnalazioni arrivate alla Giunta lombarda a testimoniare quanto grande sia l'impegno dei nostri concittadini nel mondo. C'è suor Marcella Catozza (premio per la pace) missionaria di Varese da 5 anni ad Haiti, il vescovo apostolico Luigi Padovese assassinato in Turchia il 3 giugno (menzione alla memoria) oppure, ancora, l'associazione bresciana AltriMondiali 2010 che ha promosso, in occasione dei mondiali in Sudafrica, la pratica dello sport percorrendo 15mila chilometri e 9 nazioni africane (premio per la pace). C'è anche il vescovo Warduni, intervenuto via audio dal Parlamento europeo assieme all'onorevole Mario Mauro: «Vi prometto - dice a Formigoni e alla platea del Gaber - di fare di tutto, fino al sacrificio della vita, affinché in Iraq ci sia la pace». Con questo premio - nota Formigoni ricordando la grande scritta affissa lo scorso 18 novembre su Palazzo Pirelli a difesa di chi pratica nel mondo la religione cristiana - «vogliamo essere vicino al popolo iracheno e alla comunità cristiana: 15 anni fa in Iraq c'erano 1,5 milioni di cristiani, oggi sono ridotti a un terzo. Vogliamo continuare a essere al loro fianco affinché l'Iraq, culla del cristianesimo, non veda la scomparsa della comunità cristiana».

IL GRANDE IMPEGNO DELLA LOMBARDIA - Regione Lombardia - dice Formigoni - è vicina a chi intraprende la strada della pace. È una collaborazione nel segno della sussidiarietà: nel decennio 2001-2010 sono stati cofinanziati oltre 640 progetti in Africa, America Latina, Asia, Est Europa e Medio Oriente con un investimento complessivo di 60 milioni di euro, realizzati per lo più negli ambiti socio-sanitario, dello sviluppo economico e della formazione professionale. Una testimonianza, questa, di come la pace unisca la Lombardia al resto del mondo. Per questo, nella sala, risuonano le parole del brano «Heal the world» di Michael Jackson, invito a «costruire un posto migliore». «Ciascuno di noi - conclude Formigoni - seguendo l'esempio di chi oggi ha ricevuto il Premio per la Pace può essere un costruttore di pace». (Ln)

a.ceresoli

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