Sanità, scatta il toto-nomine
La Lega raddoppia i suoi uomini

Venerdì 17 dicembre è toccato ai presidenti delle Conferenze dei Sindaci delle Asl inaugurare i tre incontri di consultazione voluti dal governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, come supporto alla scelta dei direttori generali delle Aziende sanitarie e di quelle ospedaliere, in scadenza il 31 dicembre prossimo.

Venerdì 17 dicembre è toccato ai presidenti delle Conferenze dei Sindaci delle Asl inaugurare i tre incontri di consultazione voluti dal governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, come supporto alla scelta dei direttori generali delle Aziende sanitarie e di quelle ospedaliere, in scadenza il 31 dicembre prossimo. Lunedì sarà la volta dei componenti della Consulta della Sanità, mentre martedì dei membri del Tavolo del Terzo Settore. In realtà, le manovre per ridisegnare la cartina geopolitica della sanità lombarda – e dunque anche di quella Bergamasca – sono iniziate già da qualche settimana e il più è stato fatto, per poi sancire il tutto nella riunione che la Giunta del Pirellone programma tradizionalmente il 23 dicembre, ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze di fine anno.

Il dato più rilevante è dato dalla netta avanzata della componente leghista che porterà la propria rappresentanza a quota 20, otto manager in più dei dodici direttori generali che attualmente rappresentano il Carroccio alla guida di Asl e ospedali. Alla crescita della Lega fa ovviamente da contrappeso un calo delle altre due anime politiche che - seppur formalmente confluite in una cosa sola - «convivono» all'interno del Partito della Libertà, cioè Forza Italia e Alleanza Nazionale. Saranno infatti i loro rappresentanti a lasciare il passo alle camice verdi. E qui si apre un secondo fronte di problemi, in base cioè a chi e a quanti di loro dovranno rinunciare all'incarico. Un problema nel problema all'interno di Forza Italia, dove si attende ancora di capire se anche l'ala formigoniana «pagherà dazio» al pari degli altri. I nuovi direttori generali resteranno in carica quattro anni.

Tutto questo avrà ovviamente ripercussioni anche nel tracciare la mappa dei direttori generali della nostra provincia, dove la Lega raddoppierà i propri manager, confermando un proprio rappresentante tra gli “ospedalieri” e prendendosi anche l'Asl. Oggi l'unico rappresentante è Cesare Ercole, direttore generale dell'azienda ospedaliera di Treviglio. Ercole potrebbe anche essere riconfermato, ma ci sono molte probablità che venga dirottato alla guida dell'Azienda sanitaria locale, dove potrebbe sfruttare meglio le proprie capacità politiche garantendo un impegno più costante e uniforme rispetto. Sembra così segnato il destino di Roberto Testa (Forza Italia), che dovrebbe lasciare Bergamo dopo tre anni in via Gallicciolli. Il nuovo dg di Treviglio potrebbe così essere una donna, Mara Azzi, leghista, oggi alla guida dell'ospedale di Desenzano sul Garda, ma in rotta di collisione con il ministro Maria Stella Gelmini e nemmeno particolarmente ben voluta dalla Lega bresciana che dunque vedrebbe di buon occhio un suo trasferimento nella Bergamasca (anche all'Asl nel caso in cui Ercole resti a Treviglio).

Agli Ospedali Riuniti, il PdL bergamasco punta alla riconferma di Carlo Bonometti. La Lega non ci mette becco, ma non ha nulla in contrario a un Bonometti bis, soprattutto per non rallentare il delicato passaggio dal vecchio al nuovo ospedale previsto per la fine del 2011. La nomina di Bonometti - sostenuta anche dai medici più influenti dei Riuniti - sembrerebbe dunque scontata, ma l'attuale manager dell'ospedale cittadino potrebbe trovarsi a dover fare i conti con gli equilibri interni al Pdl regionale e nel caso in cui l'ala formigoniana «andasse sotto» potrebbe anche essere «sacrificato» (per finire magari all'ospedale di Brescia, cosa che – dicunt – non dispiacerebbe alla Gelmini). Ipotesi remota ma reale. Per ultimo l'azienda ospedaliera di Seriate, guidata da Amedeo Amadeo (PdL – An). Il manager ha avuto forti assicurazioni della sua riconferma benché sia già al 3° mandato, ma tutto dipende dagli equilibri interni ad An anche dopo le vicende Berlusconi-Fini. Se gli uomini di An passeranno da 8 a 5, Amadeo dovrebbe spuntarla ancora (sostenuto da Corsaro e La Russa) mentre se scendessero a 4 qualche problema in più potrebbe esserci. Alla finestra c'è l'attuale direttore sanitario di Seriate, Michele Tumiati, uomo di Forza Italia, che, al bisogno, potrebbe anche subentrargli. Intanto, lunedì sera, Formigoni e la Gelmini si ritroveranno a Bergamo per una cena di auguri natalizi.

Alberto Ceresoli

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